Jannik Sinner, l’incubo continua: cinque i tornei saltati. Le tappe del calvario

Articolo di Flavio Brambilla

Il numero uno del mondo ha dato forfait anche per il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 ottobre, prolungando un'assenza che dura ormai dalla finale di Wimbledon del 12 luglio.

Il ritorno in campo di Jannik Sinner slitta ancora. Il numero uno del mondo ha dato forfait anche per il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 ottobre, prolungando un’assenza che dura ormai dalla finale di Wimbledon del 12 luglio. Dopo Montreal, Cincinnati, US Open e Pechino, anche Shanghai si aggiunge alla lista: sono cinque i tornei consecutivi ai quali l’azzurro ha dovuto rinunciare per il problema al ginocchio destro.

La decisione è arrivata dopo giorni di attesa. Soltanto il 30 settembre sembrava ancora possibile vedere Sinner in Cina: il numero uno del mondo aveva intensificato gli allenamenti a Montecarlo e le sensazioni sul recupero apparivano migliori. Restava però da verificare la risposta del fisico ai carichi e soprattutto la condizione necessaria per affrontare nuovamente un torneo dopo quasi tre mesi senza partite ufficiali.

Alla fine è prevalsa ancora una volta la prudenza. Sinner non sarà a Shanghai e il suo rientro nel circuito viene nuovamente rimandato. Il problema al ginocchio destro, indicato come un’infiammazione tendinea extra-articolare, lo tiene lontano dalle competizioni dall’estate.

Tutto era cominciato dopo il trionfo di Wimbledon. Sinner aveva rinunciato prima al Masters 1000 di Montreal e poi a Cincinnati. Il 21 agosto era arrivato il forfait più pesante, quello agli US Open. In quell’occasione l’azzurro aveva spiegato che, nonostante il lavoro con il team e lo staff medico, aveva bisogno di altro tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro.

L’obiettivo era diventato allora il ritorno durante la tournée asiatica. Pechino sembrava il torneo giusto per ripartire, ma il 25 settembre Sinner aveva annunciato un’altra rinuncia, spiegando che il ginocchio non era ancora nelle condizioni desiderate e che non si sentiva pronto per competere.

A quel punto Shanghai era rimasta l’ultima possibilità per salvare almeno una parte della trasferta asiatica. Nei giorni successivi erano arrivati segnali apparentemente incoraggianti dagli allenamenti, ma anche nuovi interrogativi. Nelle ultime ore aveva fatto discutere un viaggio di Sinner a Lione, dove si trova un centro specializzato nei problemi al ginocchio. Una foto pubblicata sui social aveva alimentato le indiscrezioni su un possibile consulto medico, senza che dal suo staff arrivassero inizialmente dettagli ufficiali.

Ora il forfait di Shanghai chiude definitivamente la tournée asiatica prima ancora che sia cominciata per l’azzurro. La sequenza delle rinunce fotografa la portata dello stop: Montreal, Cincinnati, US Open, Pechino e Shanghai. Cinque tornei saltati e quasi tre mesi senza una partita ufficiale.

Il calendario offre adesso nuove possibili date per il rientro. Tra gli appuntamenti successivi c’è il Six Kings Slam di Riad, esibizione in programma dal 21 ottobre, mentre nel circuito ATP l’attenzione si sposta soprattutto sulla stagione indoor europea. Secondo le informazioni disponibili al momento, Vienna potrebbe diventare il torneo del ritorno, sempre che le condizioni fisiche consentano a Sinner di riprendere la competizione.

La priorità resta evidentemente il recupero completo. Dopo uno stop così lungo, infatti, non conta soltanto la risposta del ginocchio: Sinner deve ritrovare anche ritmo, condizione atletica e capacità di sostenere più partite ravvicinate. Il forfait di Shanghai dimostra che il suo staff non intende accelerare i tempi soltanto per rispettare una data sul calendario.

Dalla finale vinta a Wimbledon il 12 luglio, Sinner non ha più giocato una partita ufficiale. Quello che inizialmente poteva sembrare uno stop circoscritto si è trasformato in una lunga assenza che ha cancellato tutta la stagione nordamericana sul cemento e adesso anche la trasferta asiatica.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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