Hewitt, ritiro e lacrime

Un addio senza rimpianti. Lleyton Hewitt è ufficialmente un ex tennista, ma se il giorno dell’ultima partita è per tutti indimenticabile, nel caso dell’australiano è lecito chiedersi se l’emozione sia stata più grande di quella provata in occasione dei due Slam vinti, Flushing Meadows 2001 e Wimbledon 2002.
 
È andato tutto come sognato, tranne ovviamente la sconfitta, pur prevedibile, maturata nel secondo turno dell’Open d’Australia, la prima prova dello Slam già individuata da tempo da “Rusty” come teatro dell’ultima esibizione.
 
Ferrer si è imposto in tre set 6-2 6-4 6-4, ma il palcoscenico è stato tutto per Hewitt, subissato dagli applausi del pubblico, fino alle inevitabili lacrime: “Non ho lasciato mai nulla negli spogliatoi – ha detto Hewitt al termine del match – Ho sempre dato tutto in campo e ho sempre amato giocare qui. Farlo per 20 anni consecutivi è stato fantastico”.
 
Hewitt, il più giovane numero 1 del mondo (20 anni e 8 mesi nel 2001), ha infatti partecipato a tutte le edizioni degli Australian Open a partire dall’età di 15 anni, riuscendo però solo a sfiorare la vittoria, sfumata nella finale 2005 contro Safin. 
 
Il futuro però sarà ancora con la racchetta: Hewitt è infatti il nuovo capitano dell’Australia di Coppa Davis

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