Elena Pero, la confessione di Bertolucci: “Navigo a vista, vorrei lasciare”

Articolo di Martino Davidi

Il commentatore Sky ha parlato della collega scomparsa: "Con uno sguardo diceva tante cose e spalancava una meraviglia"

Paolo Bertolucci in una intervista al Corriere della Sera ha parlato di Elena Pero, la sua compagna di telecronaca scomparsa a 60 anni dopo una malattia incurabile. La loro ultima cronaca insieme è stata la finale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Alexander Zverev. “Quando il torneo è finito con la vittoria di Jannik Sinner, le ho detto: “Oh ascolta Elena, ora bisogna dargli una mano a questo ragazzo, vinciamo Wimbledon per la terza volta con lui e poi ce ne andiamo insieme”. Le ho dato un bacio sulla fronte: arrivederci all’Open degli Stati Uniti. Ma lì, a fine agosto, mi sono ritrovato solo”.

“Era brava a raccontare il tennis con semplicità e amore anche allo spettatore occasionale. Paolo, il bello del nostro lavoro è entrare nelle case, diceva, ci sediamo sul divano insieme agli appassionati italiani e spieghiamo loro delle cose: siamo fortunati. Non c’era bisogno di prendere accordi prima di una telecronaca. A volte non servivano nemmeno troppe parole. Con uno sguardo, Elena diceva tante cose e spalancava una meraviglia, poi faceva il pugno per incoraggiare il giocatore italiano impegnato in campo. Tifava con la grazia e la spontaneità di un’innamorata del tennis”.

Il primo incontro: “Era l’epoca in cui Rino Tommasi e Gianni Clerici erano le prime voci del tennis, io commentavo con Massimo Marianella o Angelo Mangiante, lei con Roberto Lombardi. Quando è cambiato tutto, piano piano io e Elena siamo diventati la coppia ufficiale: il 90% delle partite le ho commentate con lei. Lo Us Open, lo scorso agosto, è stato un dramma. Elena era in ospedale, il clima a Sky era plumbeo. Mi giravo e non la trovavo. Lo ammetto: di quel torneo non mi è fregato nulla, la testa era altrove”.

Sulla telecronaca pacata e sobria: “Non puoi mai essere troppo tifoso: stai lavorando, non sei in curva. I tifosi della nuova ora, provenienti dal pallone, consideravano Elena fredda. Niente di più sbagliato: era soft, leggera, mai fredda. Faceva parte del suo carattere: non diceva parolacce, non l’ho mai sentita parlare male di qualcuno, non alzava la voce nemmeno se provocata. Al massimo della foga, in una discussione, mi diceva: Paolo, non sono d’accordo”.

Paolo Bertolucci ora ammette di aver voglia di smettere: “E’ una grande tentazione. Finirò la stagione? Non lo so, navigo a vista. Ci sarebbero i Masters 1000 di Shanghai e Parigi, più le Atp Finals a Torino. Lascerò passare del tempo, poi prenderò le mie decisioni. A ritirarmi pensavo già prima, figuriamoci adesso che Elena non c’è più. È che io mi trovavo bene solo con lei: non è colpa degli altri telecronisti, che sono tutti bravissimi, è colpa mia”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

TG SPORT

Articoli correlati