“Effetto tsunami”: il super coach avverte tutti dopo lo stop di Jannik Sinner

Articolo di Aldo Seghedoni

L'Azzurro tornerà a giocare nel 2027, quando avrà completamente smaltito l'infortunio al ginocchio.

Il lungo stop di Jannik Sinner ha acceso nuovamente i riflettori sulla questione degli infortuni nel tennis. Secondo molti tennisti il problema è nel calendario troppo fitto ma finora, nonostante le ampie proteste, l’ATP non ha ancora preso provvedimenti.

Rick Macci ha voluto dire la sua sul tema attraverso un post su X: “Se nell’ATP continuano a verificarsi sempre più infortuni, specialmente tra i primi giocatori del ranking (e accadrà sicuramente), la domanda è: i tornei Master 1000 modificheranno o ritoccheranno la propria durata?”

“Ci si aspetta che nel 2027 i tennisti saltino un numero maggiore di eventi a causa di problemi fisici (siano essi gravi, lievi, o semplici dolori), e quando i top player non scendono in campo si scatena un effetto tsunami. Se non sono già iniziate discussioni serrate per prevenire questo grave problema, la situazione è destinata inevitabilmente a cambiare” ha concluso il coach.

A settembre Carlos Alcaraz, uno dei principali sostenitori di un cambiamento nel calendario, ha parlato così: “Dopo quello che mi è successo, non voglio più essere costretto a fermarmi per un infortunio. In futuro mi prenderò delle pause più lunghe. Magari non di quattro mesi, ma di uno o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocare tutto”.

Già nel 2024 il murciano aveva chiesto provvedimenti: “Molti bravi tennisti rischiano di perdere i loro tornei a causa degli infortuni. A volte succede che non voglio andare a giocare un torneo: non devo mentire, mi sono sentito così alcune volte. Non mi sento per nulla motivato. Eppure ho detto e ripetuto che il mio miglior tennis lo gioco quando posso sorridere e divertirmi in campo. È il modo migliore per motivarmi ad andare a giocare un torneo”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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