Philadelphia 76ers
Aggiornato Ven 03 Lug 2026 alle 08:51La stagione 2025/26 dei Philadelphia 76ers resterà nella storia della franchigia come una delle più emozionanti e significative degli ultimi decenni. Dopo anni di delusioni, infortuni e rimpianti, i Sixers hanno finalmente trovato la loro rivincita, culminata in una delle imprese più clamorose dei recenti playoff NBA.
La rimonta storica contro Boston: 44 anni di attesa finalmente ripagati
Il 3 maggio 2026 è una data che i tifosi di Philadelphia non dimenticheranno facilmente. In una Gara 7 dei quarti di finale della Eastern Conference, i 76ers hanno eliminato i Boston Celtics con il punteggio di 109-100, ponendo fine a 44 anni di digiuno nelle serie playoff contro i loro storici rivali. Non solo: Philadelphia è diventata la 14ª squadra nella storia dell’NBA a rimontare uno svantaggio di 3-1 in una serie al meglio delle sette partite, ribaltando un record personale che recitava 0-18 in quelle circostanze.
Il grande protagonista della serata è stato Joel Embiid, autore di quella che è probabilmente la migliore prestazione playoff della sua carriera: 34 punti decisivi in una partita che ha silenziato il TD Garden. «È una bella sensazione vincere. Ovviamente lo volevamo tanto. Battere questi ragazzi è davvero una bella sensazione», ha dichiarato il centro camerunense a ESPN. Fondamentale anche il contributo di Tyrese Maxey, elogiato dal coach Nick Nurse nel post-partita: «Non aveva ancora dato il massimo per tutta la serata, ma poi ne ha segnati un paio che sono stati fondamentali». Boston, priva per infortunio di Jayson Tatum, ha visto infrangersi il suo record di 32-0 quando avanzava 3-1 in una serie. La rimonta storica dei 76ers contro i Celtics ha chiuso definitivamente un capitolo doloroso: Philadelphia aveva perso le ultime sei serie playoff contro Boston, le ultime tre con Embiid in campo.
Il ritorno di Embiid: da incubo fisico a trascinatore
Per comprendere appieno il valore di questa impresa, bisogna ripercorrere il cammino che ha portato i Sixers fin qui. La stagione era iniziata con enormi punti interrogativi legati alla condizione fisica dei suoi uomini chiave. Paul George, che nell’estate del 2025 era stato costretto a sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico in artroscopia al ginocchio sinistro, aveva vissuto un’altra annata tormentata dagli infortuni. Lo stesso Embiid, che nella stagione precedente aveva disputato appena 19 partite totali, era chiamato a dimostrare di aver ritrovato la forma che lo aveva reso MVP NBA nel 2023.
I segnali di ripresa erano arrivati progressivamente nel corso della stagione regolare. A gennaio 2026, nella vittoria contro Houston (128-122 ai supplementari), Embiid aveva fatto registrare una prestazione da autentico dominatore: 32 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, giocando 46 minuti. «Sta iniziando a sentire il giusto feeling, sta migliorando e si vede che ha una carica competitiva diversa», aveva commentato il compagno George. Anche il coach Nurse aveva sottolineato come il gigante camerunense stesse tornando ad essere «quel Joel Embiid che tutti noi conosciamo e che può dominare».
Un altro segnale simbolico era arrivato a inizio gennaio, nella vittoria esterna contro i New York Knicks (130-119): la prima schiacciata in stagione di Embiid aveva scatenato l’entusiasmo dell’intera panchina di Philadelphia. «È stato un po’ come un punto esclamativo», aveva commentato lo stesso Embiid con un sorriso. Piccoli segnali che, mese dopo mese, si sono trasformati in certezze.
Un gruppo ritrovato, un futuro da costruire
Accanto alla rinascita di Embiid, la stagione ha confermato la crescita esponenziale di Tyrese Maxey come punto di riferimento della franchigia. Il playmaker aveva già fatto parlare di sé a novembre 2025, quando aveva trascinato i 76ers alla vittoria contro Milwaukee con un career high di 54 punti, diventando anche il giocatore con più minuti in campo per partita in tutta la NBA (40,3 di media). «Non mi interessa. Voglio soltanto vincere», aveva dichiarato Maxey con la consueta umiltà.
Il percorso della stagione non era stato privo di ostacoli: a novembre 2024, senza George ed Embiid, i 76ers erano sprofondati a un record di sole 3 vittorie e 13 sconfitte, travolti anche dai LA Clippers sul proprio campo. Ma la squadra ha saputo reagire, costruendo un’identità collettiva sempre più solida. «Penso che la differenza più grande sia che stiamo meglio come squadra. Abbiamo fiducia nei miglioramenti. L’affiatamento inizia a vedersi in maniera chiara», aveva spiegato George nel corso della stagione.
A fare da cornice a questa rinascita sportiva c’è anche un progetto infrastrutturale ambizioso: i Philadelphia 76ers costruiranno una nuova arena da 1,3 miliardi di dollari nel cuore del centro città, finanziata interamente con fondi privati e pronta per la stagione 2031/32. Il nuovo impianto dei Sixers sarà di proprietà della franchigia, a differenza dell’attuale Wells Fargo Center, e rappresenterà il simbolo di una Philadelphia che guarda al futuro con ambizione rinnovata. Una città e una squadra che, dopo decenni di attesa, sembrano finalmente pronte a tornare ai vertici della NBA.