Philadelphia 76ers

Aggiornato Dom 03 Mag 2026 alle 08:09

La stagione 2025/26 dei Philadelphia 76ers racconta una storia di rinascita, faticosamente costruita dopo mesi di incertezze, infortuni e attese. Le ultime notizie sui Sixers disegnano il profilo di una franchigia che, dopo aver toccato il fondo, sta ritrovando la propria identità attorno alla stella che l’ha sempre definita: Joel Embiid.

Il segnale più incoraggiante è arrivato nella notte del 23 gennaio 2026, quando Philadelphia ha battuto Houston 128-122 dopo un overtime. Una vittoria importante, ma ancora più significativa per quello che ha mostrato Embiid: 32 punti, 15 rimbalzi e 10 assist in 46 minuti di gioco, il massimo stagionale. Percentuali eccellenti, 10/19 dal campo e 11/12 dalla lunetta, e soprattutto una presenza fisica e mentale che mancava da tempo. «Sta iniziando a tornare ad essere quel Joel Embiid che tutti noi conosciamo e che può dominare», ha dichiarato il compagno George, riportato da ESPN. Coach Nick Nurse ha confermato la sensazione: «È sicuramente un grande passo avanti. Si vede che ha una carica competitiva diversa».

Qualche settimana prima, il 4 gennaio, era arrivato un altro segnale positivo: la prima schiacciata stagionale di Embiid nella vittoria a New York contro i Knicks (130-119). Un gesto atletico apparentemente semplice, ma carico di significato simbolico. «È stato un po’ come un punto esclamativo», aveva commentato lo stesso Embiid con un sorriso. La panchina di Philadelphia aveva esultato come se fosse una giocata decisiva, e in un certo senso lo era: la conferma che il corpo del centro camerunense stava rispondendo agli sforzi del recupero.

Il lungo calvario di Embiid e i problemi fisici dei 76ers

Per capire il valore di questi progressi, bisogna ricordare da dove vengono i Sixers. Nella stagione precedente, Embiid aveva disputato appena 19 partite a causa dei problemi al ginocchio, una cifra che aveva condizionato l’intera annata della franchigia. L’inizio della stagione 2025/26 non era stato privo di ostacoli: a novembre 2024, l’All Star non aveva ancora disputato una sola gara, tra problemi fisici e una sospensione di tre partite comminata dalla NBA per un alterco con un giornalista locale. Quell’episodio era costato a Embiid circa un milione di dollari di ingaggio, oltre alla fiducia di una piazza già provata.

A complicare ulteriormente il quadro, anche Paul George aveva dovuto fare i conti con un nuovo intervento chirurgico al ginocchio sinistro nell’estate del 2025, con l’obiettivo di essere disponibile per l’inizio della regular season. George, che negli ultimi sei anni era riuscito a disputare almeno 60 partite in una sola occasione, rappresentava l’altra grande incognita di Philadelphia. Senza i suoi due All Star, i Sixers avevano vissuto un avvio di stagione da incubo: a novembre 2024 il record era di appena 3 vittorie e 13 sconfitte, con una sconfitta pesante in casa contro i LA Clippers per 125-99.

Il ritorno graduale di entrambi ha cambiato il volto della squadra. A metà novembre 2025, Philadelphia si era già tolta la soddisfazione di battere Boston in volata (102-100), con Oubre Jr. decisivo a 8,7 secondi dalla sirena. E Maxey, nel frattempo, si era confermato come il motore instancabile dei Sixers: il 21 novembre aveva firmato un career high da 54 punti contro Milwaukee, giocando oltre 40 minuti a partita con la consueta dedizione. «Non mi interessa. Voglio soltanto vincere», aveva dichiarato il play.

Una squadra che ritrova identità e ambizioni

Con 19 vittorie e 14 sconfitte registrate a inizio gennaio 2026, Philadelphia si era già ritagliata un posto rispettabile nella Eastern Conference. Ma è la qualità del gioco e la ritrovata coesione del gruppo a fare la differenza. «Penso che la differenza più grande sia che stiamo meglio come squadra», aveva spiegato George dopo il successo sui Knicks. «Credo si possa dire con certezza che tutti, in questo gruppo, stiamo iniziando ad apprezzare il lavoro che stiamo facendo. L’affiatamento inizia a vedersi in maniera chiara».

Le ultime notizie sui 76ers raccontano dunque di una franchigia che ha imparato, a proprie spese, quanto sia fragile l’equilibrio tra talento e salute. La prestazione di Embiid contro Houston ha riacceso l’entusiasmo di una piazza che non ha mai smesso di credere nel proprio centro, nonostante le delusioni degli ultimi anni. Se il camerunense riuscirà a mantenere questo livello per il resto della stagione, i Sixers potrebbero diventare una delle squadre più pericolose nella corsa ai playoff a Est. La strada è ancora lunga, ma per la prima volta da tempo, Philadelphia ha buone ragioni per guardare avanti con ottimismo.

Sullo sfondo, anche il futuro infrastrutturale della franchigia appare più solido: è stato approvato il progetto per una nuova arena da 1,3 miliardi di dollari nel cuore di Philadelphia, finanziata interamente con fondi privati e prevista per la stagione 2031/32. Un segnale di stabilità e ambizione che accompagna la rinascita sportiva dei Sixers, una squadra che vuole tornare a fare paura.