Prosegue la trattativa per rinforzare il settore arretrato, ma la negoziazione non è affatto semplice per la Vecchia Signora.
La Juventus continua a spingere forte per Jhon Lucumí, ma la trattativa con il Bologna sta assumendo contorni sempre più complessi. Quello che sembrava un affare da chiudere con un rilancio mirato si è trasformato in un vero scacchiere tattico, dove ogni mossa può cambiare l’equilibrio fra le parti. Sul tavolo, infatti, c’è una controrichiesta che rischia di rimescolare completamente le carte.
Luciano Spalletti ha indicato Lucumí come il partner ideale di Gleison Bremer: la Juventus ha già avviato il pressing sul Bologna ed è partita da una proposta da 17 milioni, con la possibilità di inserire Juan Cabal come contropartita tecnica. Il Bologna, però, non sembra più particolarmente interessato a Cabal, come invece appariva nei giorni scorsi, e ha invece avanzato un’altra idea: inserire nella trattativa il prestito di Teun Koopmeiners, con copertura da parte della Juventus di circa metà dell’ingaggio (4,5 milioni netti).
Un’operazione che ricalcherebbe il modello visto nella trattativa Castro-Dovbyk con la Roma: un giocatore di alto livello che arriva in prestito per una stagione, in cambio di un piccolo sconto sulla quota in denaro per Lucumí. La richiesta ha spiazzato la Juventus, che considera Koopmeiners un elemento centrale del progetto bianconero, tenendo anche conto di un ingaggio decisamente pesante comunque da coprire in parte. Inserirlo in un’operazione del genere cambierebbe radicalmente la struttura dell’affare.
La Juventus vuole chiudere prima che qualche altro club provi l’inserimento: diverse società inglesi, forti della moneta sonante che deriva dai ricavi della Premier League, sono già interessate alla situazione contrattuale di Lucumí. La settimana in entrata sarà dunque decisiva: i bianconeri dovranno scegliere se rilanciare, spingere su un’altra contropartita o valutare la controproposta del Bologna.