APU Udine

Aggiornato Ven 18 Set 2026 alle 09:31

L’estate 2026 è stata ricca di novità per l’APU Udine, con una sessione di mercato intensa che ha ridisegnato profondamente il roster bianconero in vista della stagione 2026/27 di Serie A. Tra addii eccellenti, nuovi arrivi e trattative animate, il club friulano ha vissuto mesi di grande fermento, confermando la propria ambizione di consolidarsi nella massima serie dopo la salvezza conquistata nell’annata precedente.

L’addio di Alibegovic e la nuova identità del roster

La notizia che ha dominato le ultime notizie di mercato riguardanti l’APU Udine è stata senza dubbio la partenza di Mirza Alibegovic. Il capitano bianconero, figlio del leggendario Teo e simbolo del club negli ultimi tre anni con 105 presenze all’attivo, ha scelto di abbracciare il progetto della Maxima Roma — la nuova società capitolina nata dall’acquisizione del titolo sportivo della Pallacanestro Brescia da parte di Paul Matiasic. Un trasferimento reso possibile dal pagamento del buyout, passaggio tecnico superato dopo settimane di trattative, nonostante Alibegovic fosse ancora legato ai friulani da altri due anni di contratto.

La società ha scelto un tono ironico e al tempo stesso commosso per salutare il proprio capitano: «Un contratto può legare un giocatore a un Club, ma non può e non deve trattenerne il cuore», si legge nel comunicato ufficiale dell’APU. Un addio che ha lasciato il segno, ma che la dirigenza ha gestito con eleganza, lasciando andare un giocatore che aveva contribuito in maniera determinante alla promozione in Serie A e alla successiva salvezza. Il saluto dell’APU ad Alibegovic resterà uno dei momenti più toccanti della storia recente del club.

A Roma, Alibegovic troverà anche la possibilità di giocare in Eurocup, la seconda competizione europea per importanza nel circuito EuroLeague Basketball: un’opportunità di rilancio internazionale che ha evidentemente pesato nella sua decisione. La Maxima Roma, partita in ritardo sul mercato a causa delle lunghe procedure burocratiche legate al trasferimento del titolo da Brescia, ha puntato su di lui anche per il suo passaporto italiano, fattore strategico che non occupa slot riservati agli stranieri.

I nuovi acquisti: da Sisko a McGlynn, il progetto si rinnova

Per colmare il vuoto lasciato da Alibegovic e dall’altro addio eccellente — quello del playmaker Semaj Christon, finito a Cantù dopo un’accesa sfida di mercato — l’APU Udine ha lavorato con decisione, mettendo a segno colpi di assoluto rilievo. Il più importante è senza dubbio l’ingaggio di Žan Mark Šiško, playmaker sloveno classe 1997 proveniente dalla Cibona Zagabria, con oltre 70 presenze in Eurolega con la maglia del Bayern Monaco nel curriculum. Un acquisto di caratura internazionale, reso possibile anche dal rapporto consolidato tra lo sloveno e coach Adriano Vertemati, che con Šiško aveva già lavorato in Baviera quando faceva parte dello staff tecnico del club tedesco.

«Una delle ragioni principali che mi hanno spinto a venire a Udine è l’ambizione di questa società», ha dichiarato Šiško al momento della presentazione, sottolineando come il legame con Vertemati abbia avuto un peso determinante nella scelta. L’annuncio ufficiale di Sisko ha entusiasmato i tifosi bianconeri, che vedono nel playmaker sloveno il profilo ideale per guidare le rotazioni offensive della squadra.

Sul fronte del reparto lunghi, la società ha puntato su Nick McGlynn, pivot statunitense classe 1996 reduce dalla retrocessione con la Dinamo Sassari. L’americano ha spiegato di aver scelto Udine proprio per riscattarsi dopo una stagione difficile: «La retrocessione mi ha ulteriormente motivato. Fin dai primi contatti ho percepito una società ambiziosa, organizzata e con una visione chiara del proprio futuro». Un profilo che si sposa perfettamente con la mentalità che il club friulano vuole trasmettere al gruppo.

Tra i nomi monitorati dalla dirigenza c’era anche CJ Massinburg, ex Germani Brescia con un passato da sesto uomo dell’anno in LBA, e Denzel Valentine, guardia americana ex NBA reduce dall’esperienza con la Reyer Venezia. Entrambi i profili rappresentano soluzioni di esperienza per completare il reparto esterni, con Valentine che nella stagione a Trieste aveva impressionato con medie da 15,3 punti, 5,2 rimbalzi e 3,9 assist.

La conferma di Calzavara: il gioiello resta in Friuli

In mezzo a tante partenze e nuovi arrivi, una delle ultime notizie più attese dai tifosi bianconeri ha riguardato Andrea Calzavara: il talento classe 2001 di Gallarate resterà a Udine anche nella stagione 2026/27. Nonostante le sirene dell’Olimpia Milano — che aveva valutato anche la formula del contratto con prestito in Friuli — e il monitoraggio della Virtus Bologna, l’APU ha blindato il proprio gioiello, con l’EA7 che ha deciso di lasciarlo crescere ancora sotto la guida di Vertemati.

La scelta appare logica alla luce di quanto mostrato da Calzavara nell’ultima stagione: 12,8 punti di media, una prestazione da 17 punti proprio sul parquet dell’Olimpia Milano e la convocazione stabile in Nazionale da parte del commissario tecnico Luca Banchi, che lo ha chiamato anche per le qualificazioni ai Mondiali 2027 contro la Gran Bretagna. La conferma di Calzavara è stata accolta con grande entusiasmo dall’ambiente friulano, che vede nel giovane playmaker uno dei pilastri del progetto tecnico bianconero per gli anni a venire.

Con un roster che si sta delineando attorno a elementi di qualità internazionale come Šiško, alla freschezza di Calzavara e all’esperienza di McGlynn, l’APU Udine si presenta alla stagione 2026/27 con ambizioni rinnovate e una chiara identità di gioco. Il lavoro del general manager Andrea Conti e di coach Vertemati sembra orientato a costruire una squadra competitiva, capace di togliersi soddisfazioni in un campionato di Serie A sempre più equilibrato e combattuto.