"Non aveva minimamente le competenze per fare questa cosa e glielo abbiamo detto" sostiene il giornalista.
Non si è tirato indietro Alessandro Antinelli, giornalista e volto della redazione di Raisport, della quale è membro del Cdr, nel fare il punto della situazione relativo a Paolo Petrecca, finito nell’occhio del ciclone dopo una tutt’altro che impeccabile conduzione della telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Antinelli, intervistato da Fanpage, ha raccontato alcuni retroscena. “Il 3 febbraio abbiamo fatto un incontro con il personale e il direttore Petrecca. In quella sede lui ci dice ‘rimuovo Bulbarelli, faccio io la telecronaca’. Io gli sconsiglio di farlo e glielo dico davanti alla rappresentante dei rapporti industriali, che è un pezzo grosso. Glielo ribadisce anche Fabrizio Tumbarello, che è il presidente del Cdr”.
Petrecca, però, è andato avanti per la sua strada. “Abbiamo detto a Petrecca che non aveva minimamente le competenze per fare questa cosa. Le cerimonie sono difficili, devi studiare le bandiere, i personaggi che ci sono, i portabandiera. Non l’ho umiliato, non gli ho detto che non ha minimamente la cultura. Semplicemente è un lavoro a parte, non ti improvvisi. Devi avere l’olimpismo, un po’ di esperienza olimpica”.
Tra i nomi proposti in alternativa quello di Stefano Bizzotto. Invano. “Qui abbiamo gente che magari ha fatto sei mondiali di calcio, cinque Olimpiadi, non proprio esattamente degli stupidi. Si strumentalizza una vicenda che non è politica, dicono che c’è il complotto, i comunisti, la sinistra, ma non è così. Tra i quasi 70 che hanno ritirato la firma, ci sono molte persone di destra e ci sono anche quei pochi che avevano votato in favore del sostegno a Petrecca”.
“Quello che conta è un’altra cosa: che gli ascolti stiano andando bene perché c’è gente che lavora dalle 8.30 di mattina a mezzanotte. Noi non siamo lui. Lui è una cosa, noi siamo un’altra” ha concluso Antinelli.