Svezia
Aggiornato Mer 15 Lug 2026 alle 18:40La Svezia ai Mondiali 2026 ha vissuto una parabola discendente nel giro di pochi giorni: dall’euforia del pokerissimo all’esordio contro la Tunisia alla pesante sconfitta per 5-1 subita dall’Olanda a Houston. Le ultime notizie sulla nazionale scandinava raccontano di una squadra capace di grandi prestazioni offensive ma anche di clamorosi crolli difensivi, in un girone F che si è fatto improvvisamente chiarissimo nella sua gerarchia.
Il crollo contro l’Olanda e la crisi del Gruppo F
Dopo aver dominato la Tunisia con un netto 5-1 all’esordio, la Svezia di Graham Potter si è presentata a Houston con i favori del pronostico, forte di una coppia d’attacco — Alexander Isak e Viktor Gyokeres — tra le più temute dell’intera rassegna iridata. Il risultato, però, ha raccontato tutt’altra storia. Gli Oranje, reduci dal deludente 2-2 contro il Giappone, hanno travolto gli scandinavi con un perentorio 5-1, firmato dalle doppiette di Brian Brobbey e Cody Gakpo, con Summerville a chiudere i conti in pieno recupero. L’unica rete svedese porta la firma di Elanga, che al 59′ ha sfruttato un assist di Isak per battere Verbruggen in uscita.
La partita ha messo in luce tutte le fragilità della nazionale scandinava: disordinata, imprecisa e nella ripresa quasi rinunciataria. Quella stessa coppia offensiva che aveva devastato la Tunisia è rimasta quasi sempre imbrigliata dalla retroguardia olandese, risultando pericolosa solo a sprazzi. Con questo risultato, l’Olanda balza a 4 punti, superando la Svezia — ferma a 3 — grazie a una differenza reti nettamente superiore. Il Giappone insegue a quota 1, mentre la Tunisia è ultima e praticamente eliminata.
A rendere ancora più complicato il quadro svedese, la situazione nel girone opposto: la Tunisia, già travolta 5-1 dagli scandinavi nella prima giornata, ha vissuto ore di autentico caos con l’esonero del commissario tecnico Sabri Lamouchi dopo una furiosa lite nel post-partita, sostituito poi dal celebre Hervé Renard. Un contesto che, paradossalmente, non ha giovato alla Svezia, privata di un avversario già in difficoltà con cui avrebbe potuto fare punti preziosi.
Un percorso tormentato: dalle qualificazioni al Mondiale
La qualificazione della Svezia a questi Mondiali è stata tutt’altro che lineare. La nazionale delle Tre Kronor aveva vissuto un autunno 2025 da incubo nelle qualificazioni europee, raccogliendo un solo punto nel Gruppo B e subendo due sconfitte consecutive contro il Kosovo — prima in trasferta a Pristina, poi in casa. Risultati che avevano portato alla separazione con il commissario tecnico Jon Dahl Tomasson, esonerato nell’ottobre 2025 dopo appena un anno e mezzo sulla panchina svedese.
A quel punto la Federazione svedese aveva affidato la panchina a Graham Potter, con l’obiettivo di sfruttare i playoff di marzo 2026 per strappare il pass mondiale. Una missione riuscita, nonostante la Svezia rappresentasse — come ricordavano le ultime notizie di quel periodo — l’incubo numero uno per l’Italia in chiave spareggi, anche per il precedente storico del 2017 che aveva sancito la clamorosa esclusione degli azzurri dal Mondiale di Russia 2018. Alla fine, i percorsi delle due nazionali non si sono incrociati, e la Svezia ha trovato la strada per il torneo iridato.
Potter ha ereditato un gruppo di giocatori di indubbio talento, con Isak e Gyokeres come punte di diamante di un attacco sulla carta tra i più prolifici del torneo. Il problema, emerso con evidenza contro l’Olanda, è la tenuta difensiva: concedere cinque reti in una singola partita è un segnale preoccupante, soprattutto considerando che la terza giornata del girone vedrà gli scandinavi affrontare il Giappone in una partita che vale la qualificazione agli ottavi.
Cosa aspettarsi dalla Svezia nella terza giornata
Le ultime news sulla nazionale svedese dipingono un quadro ambivalente: una squadra capace di segnare cinque gol in una partita e di incassarne altrettanti in quella successiva. Gyokeres e Isak hanno mostrato lampi di qualità anche contro l’Olanda, ma non sono bastati a cambiare le sorti di una gara già compromessa nel primo tempo. Potter dovrà trovare soluzioni tattiche per blindare una difesa che, con Lagerbielke e compagni, ha mostrato lacune evidenti.
La matematica sorride ancora agli scandinavi: con 3 punti e una differenza reti di +4 (grazie al +4 contro la Tunisia e il -4 contro l’Olanda), la Svezia può ancora qualificarsi come prima o seconda del girone. Tutto dipenderà dall’incrocio con il Giappone e dal contemporaneo risultato tra Olanda e Tunisia. Una vittoria convincente potrebbe non solo garantire il passaggio del turno, ma anche restituire fiducia a una squadra che, nelle ultime novità emerse dal campo, sembra aver smarrito le certezze mostrate nella prima uscita mondiale.