Stefano Sardara

Aggiornato Ven 15 Mag 2026 alle 12:09

Le ultime notizie su Stefano Sardara restituiscono il ritratto di un presidente che, dopo due stagioni difficili, è pronto a voltare pagina e ridisegnare il futuro della Dinamo Sassari. La conferenza stampa di maggio 2025 ha rappresentato un momento di bilancio sincero e, al tempo stesso, di rilancio per il club sardo.

L’addio di Pasquini e la ricostruzione della Dinamo

La novità più rilevante emersa dalle recenti dichiarazioni di Sardara riguarda l’uscita di Federico Pasquini dal ruolo di direttore sportivo dopo 14 anni. Un addio che il presidente ha voluto inquadrare non come una rottura, ma come l’apertura di un nuovo capitolo: «Lo ringraziamo per questi 14 anni di lavoro, di successi, di errori e di vittorie sempre condivise. È stato una pedina fondamentale della Dinamo: non sarà facile rimpiazzarlo». Sardara ha comunque sottolineato come diversi professionisti si siano già proposti per raccogliere l’eredità di Pasquini, segno che Sassari mantiene ancora un forte appeal nel panorama cestistico nazionale.

Sul fronte tecnico, il presidente biancoblù ha tracciato una linea chiara per la prossima costruzione del roster: confermare i giocatori che hanno dimostrato di incarnare i valori del club. Vincini è stato indicato come «il lungo italiano giovane più forte del campionato», mentre Veronesi e Thomas sono stati citati come esempi di continuità e spirito Dinamo. Una filosofia che Sardara porta avanti da anni: valorizzare le risorse umane in un contesto in cui la concorrenza economica si fa sempre più agguerrita, con fondi stranieri e investimenti esterni che stanno cambiando il volto della Serie A di basket.

Un’autocritica senza sconti: «Non si è lavorato abbastanza»

Ciò che ha colpito nelle ultime dichiarazioni del patron sardo è la franchezza con cui ha analizzato le difficoltà della stagione appena conclusa. Pur riconoscendo il peso degli infortuni, Sardara non si è nascosto dietro le scuse: «Non voglio attribuire colpe: gli infortuni hanno pesato, ma evidentemente non si è fatto abbastanza». Una presa di posizione netta, che include anche una critica esplicita a una scelta tecnica precisa: «Io, ad esempio, una coppia come Bibbins-Halilovic non l’avrei mai fatta. È stata una scelta coraggiosa, ma purtroppo non ha pagato».

Questo approccio autocritico non è una novità per Sardara. Già nel dicembre 2022, dopo una pesante sconfitta contro l’Olimpia Milano, il presidente aveva dichiarato: «Abbiamo perso tutti, dal presidente ai giocatori», rifiutando di indicare singoli capri espiatori. Una coerenza di stile che, nel bene e nel male, caratterizza la sua gestione del club da oltre un decennio.

Il bilancio della stagione 2024-25 è comunque quello di una salvezza centrata, obiettivo minimo ma non scontato viste le difficoltà accumulate. Sardara ha voluto però guardare avanti con ottimismo: «L’umore oggi è più alto che mai», ha dichiarato, sottolineando come negli ultimi due mesi abbia messo in secondo piano altri impegni professionali per stare più vicino alla società. Un segnale di coinvolgimento diretto che i tifosi sassaresi non possono non apprezzare.

Il contesto: Sassari in un campionato che cambia

Le ultime news su Sardara si inseriscono in un quadro più ampio di riflessione sul posizionamento della Dinamo nel basket italiano. Il presidente ha più volte ribadito come il panorama competitivo sia profondamente mutato: l’arrivo di capitali stranieri a Trieste, la crescita di Trapani, i budget sempre più elevati di alcune società rendono la sfida per i playoff ogni anno più complicata per un club che si definisce orgogliosamente «un progetto fatto in casa».

Eppure, la storia della Dinamo Sassari dimostra che con le giuste scelte si possono ottenere risultati straordinari anche senza i budget delle grandi. Lo Scudetto del 2015, le due Coppe Italia, le Supercoppe e la FIBA Europe Cup del 2019 restano lì a testimoniarlo. Sardara lo sa bene e continua a credere che lavorare «con la testa e con la fame» possa ancora fare la differenza. La ricerca del nuovo direttore sportivo sarà il primo banco di prova di questa nuova fase: una scelta che, come accadde con Pasquini oltre 14 anni fa, potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro del club sardo.