La Nazionale ha vinto una partita nella fase a eliminazione diretta dopo 40 anni ed è esploso il caos nella capitale
Caos a Città del Messico dopo la vittoria della nazionale tricolor contro l’Ecuador: la selezione messicana per la prima volta dopo 40 anni ha vinto una partita della fase ad eliminazione diretta dei Mondiali, rompendo una lunga maledizione che durava da Messico 1986. Appena dopo la fine della partita contro l’Ecuador, finita 2-0, sono esplosi festeggiamenti scatenati nella Capitale, che purtroppo hanno portato alla morte di alcuni tifosi. Almeno due persone sono morte mercoledì durante le celebrazioni di massa a Città del Messico.
Una ragazza di 19 anni e un uomo di 44 hanno perso la vita, ha comunicato il ministero della Salute della capitale. Anche una terza persona sarebbe deceduta, ma i suoi dati non sono ancora stati resi noti. I tre tifosi sarebbero morti per asfissia, causata dalla calca che si è formata nelle piazze di Città del Messico.
Secondo le stime del governo cittadino, oltre un milione di persone si è riversato nelle strade della città, soprattutto intorno al monumento dell’Angelo dell’Indipendenza. Al fischio finale, i festeggiamenti sono divampati lungo il Paseo de la Reforma, dove migliaia di messicani si erano radunati per seguire la partita. La festa si è ripetuta in decine di quartieri, bar e parcheggi trasformati in zone per tifosi, per celebrare la nazionale ancora imbattuta ai Mondiali.
La squadra ospitante affronterà un altro match casalingo domenica contro la vincitrice dell’incontro tra Inghilterra e Congo, in programma mercoledì. Nell’iconico Stadio Azteca la selezione messicana vanta un record di imbattibilità in 10 partite di Coppa del Mondo. Il Messico ha registrato soltanto due sconfitte ufficiali in questo impianto, l’ultima delle quali in una gara di qualificazione contro l’Honduras il 6 settembre 2013.