Dušan Vlahović

Aggiornato Lun 11 Mag 2026 alle 12:00

La saga di Dušan Vlahović e la Juventus si avvicina al suo capitolo finale, ma il finale resta ancora tutto da scrivere. A poco più di cinquanta giorni dalla scadenza del contratto, l’attaccante serbo continua a tenere in sospeso club e tifosi, muovendosi con la stessa rapidità con cui ha siglato il suo gol record — appena 12 secondi — contro il Lecce. Velocissimo in campo, decisamente più lento nel decidere il proprio futuro.

Il gol lampo e il mercato congelato

Il colpo contro il Lecce, che ha permesso alla Juventus di compiere un passo decisivo verso la qualificazione in Champions League, ha riacceso i riflettori su Vlahović nel momento più delicato della sua avventura bianconera. L’attaccante ha celebrato la rete con un eloquente “Flash” sui social, quasi a voler ricordare a tutti di cosa è capace quando sta bene. Luciano Spalletti non ha lesinato i complimenti, ribadendo pubblicamente di volerlo ancora in rosa: “Vuole restare? Sì. Dusan si sta allenando con entusiasmo, è un professionista con grande carattere e ha le caratteristiche che mancano alla squadra”, aveva dichiarato il tecnico bianconero.

Eppure, nonostante le parole del mister e le prestazioni in crescita, il futuro di Vlahović resta in stand-by. L’entourage del serbo, con il padre-agente Milos in prima linea, starebbe prendendo tempo nella speranza di ricevere offerte economicamente più vantaggiose da club esteri. La Juventus ha messo sul tavolo circa 6 milioni di euro a stagione — quasi la metà degli attuali 12 milioni — e non intende svenarsi per trattenerlo. Dopo un iniziale spiraglio, i rapporti tra le parti si sono raffreddati, e l’addio a parametro zero appare oggi come lo scenario più probabile.

La corsa dei pretendenti: Milan, Barcellona e Bayern Monaco

Nel frattempo, il mercato attorno a Vlahović non si è mai fermato. Il Milan è il club che ha mostrato l’interesse più concreto e continuativo: i rossoneri, sostenuti dalla possibile partenza di Rafa Leao e dalla presenza in panchina di Massimiliano Allegri — già allenatore del serbo alla Juventus — sarebbero pronti a pareggiare o migliorare l’offerta bianconera, garantendo anche una durata contrattuale superiore, tre anni invece di due. Un fattore non secondario per un giocatore che vuole certezze sul proprio futuro.

Più defilati, ma comunque presenti, Barcellona e Bayern Monaco. I catalani avevano a lungo considerato Vlahović l’erede ideale di Robert Lewandowski, ma nelle ultime settimane sembrano aver virato su altri profili. I bavaresi, invece, cercano un centravanti affidabile da affiancare a Harry Kane e hanno mantenuto vivo l’interesse, consapevoli che un parametro zero di questo livello non capita spesso. Dalla Premier League si erano affacciati anche Chelsea e Tottenham, anche se queste piste sembrano essersi raffreddate rispetto ai mesi scorsi.

La vera incognita rimane la volontà del giocatore. L’idea dell’entourage sembra essere quella di arrivare alla scadenza del contratto per poi scegliere con calma la destinazione più allettante, sia dal punto di vista economico che sportivo. Un approccio che lascia aperte tutte le porte, ma che rischia di logorare ulteriormente il rapporto con la Juventus.

Una stagione travagliata, un finale da protagonista

Per comprendere appieno la complessità della situazione, bisogna ricordare che la stagione di Vlahović è stata segnata da una lunga serie di infortuni. Il più grave — una lesione di alto grado all’adduttore sinistro rimediata il 29 novembre contro il Cagliari — lo ha tenuto fuori per oltre tre mesi, costringendolo anche a un’operazione a Londra. Il rientro graduale, avvenuto a fine marzo nel finale di Juventus-Sassuolo, ha rappresentato un momento simbolico importante, anche se il serbo non era ancora al 100%. “Eh, una volta”, aveva risposto sconsolato a un bambino che gli chiedeva quanto fosse forte: una battuta diventata virale, che racchiude tutta la frustrazione di un talento che non è riuscito a esprimersi con continuità.

Il nuovo infortunio al soleo di aprile, che lo ha tenuto fuori per altre tre settimane, aveva ulteriormente complicato le trattative per il rinnovo. La Juventus si era trovata di fronte a un giocatore che, in questa stagione, aveva saltato complessivamente oltre 130 giorni per problemi fisici. Un dato che pesa, inevitabilmente, nelle valutazioni della dirigenza bianconera.

Eppure, il gol lampo contro il Lecce ha dimostrato che, quando sta bene, Vlahović resta un attaccante di livello assoluto. Spalletti lo sa e continua a spingere per la sua permanenza, convinto che il serbo abbia ancora molto da dare al progetto bianconero. La Juventus, dal canto suo, non vuole farsi trovare impreparata: in caso di addio, sarebbe necessaria una vera rivoluzione offensiva, considerando le possibili uscite anche di Openda e David, mai convincenti in questa stagione.

Il tempo stringe. Con il contratto in scadenza il 30 giugno, le prossime settimane saranno decisive. Vlahović dovrà scegliere tra la continuità in bianconero — con uno stipendio ridotto ma in un ambiente che conosce — e il salto verso una nuova avventura, probabilmente più remunerativa. La Juventus aspetta, il Milan è pronto a farsi avanti, e il mercato europeo osserva. L’unica certezza, per ora, è che Dušan Vlahović resta il nome più caldo dell’estate calcistica italiana.