Alberto Tomba
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 10:37Alberto Tomba continua a essere uno dei personaggi più presenti e amati nel panorama sportivo italiano. Le ultime notizie lo vedono protagonista assoluto delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, dove la leggenda bolognese dello sci alpino ha vissuto momenti di grande emozione, sia come tedoforo che come testimone entusiasta delle gesta dei nuovi campioni.
Tomba, protagonista di Milano Cortina 2026
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno riportato Albertone al centro della scena. Il 6 febbraio scorso, durante la cerimonia di apertura, Tomba e Deborah Compagnoni hanno avuto l’onore di accendere il braciere olimpico all’Arco della Pace a Milano, in uno dei momenti più toccanti della serata inaugurale. “Con Deborah ci siamo proprio commossi”, ha dichiarato lui stesso ai microfoni di Repubblica. A Cortina, invece, è toccato a Sofia Goggia accendere il braciere, dopo aver ricevuto la fiaccola da Gustav Thoeni.
Non sono mancate, però, le dichiarazioni che hanno fatto discutere. Sempre a Repubblica, Tomba ha espresso una preferenza personale sulla cerimonia di Cortina: “Sarebbe stato meglio se avesse acceso il braciere Gustavo, gli atleti in attività meglio di no”. Parole che non sono passate inosservate a Sofia Goggia, caduta nel frattempo nella discesa libera della combinata a squadre. La campionessa bergamasca, con la consueta schiettezza, ha risposto senza giri di parole: “Io ultima tedofora? Non è stata una decisione mia”. Un botta e risposta che ha animato il dibattito sportivo italiano nelle prime settimane dei Giochi.
Va ricordato che Goggia aveva già conquistato la medaglia di bronzo nella discesa libera sull’Olympia delle Tofane, terza medaglia olimpica consecutiva nella specialità dopo l’oro di PyeongChang 2018 e l’argento di Pechino 2022. Un risultato storico, che la rende una delle sciatrici più vincenti di sempre in campo olimpico, e che Tomba aveva già elogiato in passato definendola “veramente forte”.
La telefonata a Braathen: Tomba fa piangere il nuovo campione olimpico
Se il siparietto con Goggia ha fatto notizia, è stata la telefonata in diretta a Lucas Pinheiro Braathen a commuovere il pubblico di tutto il mondo. Il 14 febbraio, dopo che lo sciatore brasiliano aveva scritto la storia vincendo l’oro nel gigante olimpico — primo titolo olimpico invernale del Brasile e dell’intero Sud America — Tomba ha chiamato Braathen in diretta per congratularsi con lui.
“Lucas, bravo! Congratulazioni. Gold medal, medaglia d’oro per il Brasile! Riesci a crederci?”, gli ha detto l’ex fuoriclasse azzurro, tre volte campione olimpico. Braathen, sopraffatto dall’emozione, non è riuscito a trattenere le lacrime: “Ciao fratello mio, come stai…”. “Stai piangendo come me, sei il migliore! Bravo”, ha risposto Tomba. Il neo campione olimpico ha chiuso il commovente scambio con un sentito ringraziamento: “Grazie mille leggenda, a presto”. Un momento destinato a restare nella memoria collettiva di questi Giochi, che ha mostrato ancora una volta il carisma e l’umanità di Tomba, capace di rendere speciale qualsiasi occasione.
Un mito senza tempo: il paragone con Sinner e il lascito di una leggenda
Le ultime notizie su Tomba si inseriscono in un racconto più ampio che lo vede costantemente come punto di riferimento per lo sport italiano. Negli ultimi anni, il suo nome è stato spesso accostato a quello di Jannik Sinner, il tennista altoatesino che ha conquistato il mondo. Lo stesso Tomba, in un’intervista a Repubblica, aveva parlato con affetto del campione: “Ogni tanto ci sentiamo, in fondo lui è un ex sciatore. Ci voleva uno come lui, ho sognato anni fa che sarebbe arrivato qualcuno in grado di diventare il numero uno del mondo, ed ecco qua Jannik”.
Il parallelo tra i due è diventato quasi un topos del giornalismo sportivo italiano. Gustav Thoeni, leggenda dello sci e storico allenatore di Tomba, aveva sintetizzato il concetto con una frase lapidaria: “Di atleti come Alberto o come Sinner ne nascono uno ogni 30 anni”. Una sentenza che dice tutto sul posto che Tomba occupa nella storia dello sport nazionale.
Nato a Bologna il 19 dicembre 1966, Tomba ha costruito una carriera straordinaria: tre ori olimpici (slalom e gigante a Calgary 1988, gigante ad Albertville 1992), 50 vittorie in Coppa del Mondo, due titoli mondiali e una Coppa del Mondo generale. Si è ritirato nel 1998, dopo le Olimpiadi di Nagano, lasciando un vuoto che lo sci italiano non ha ancora colmato. Come lui stesso ha ammesso: “Continuo ad aspettare un erede di Tomba e non è facile”.
Ma al di là dei numeri, ciò che rende Tomba un’icona è qualcosa di più difficile da quantificare: il carisma, la capacità di rendere popolare uno sport di nicchia, di portarlo in prima serata, di far fermare persino il Festival di Sanremo per una sua gara. A Milano Cortina 2026, con le lacrime di Braathen e le scintille con Goggia, ha dimostrato che quella magia non si è mai spenta.