Valentino Rossi e quella vecchia scommessa milionaria: la rivelazione di Loris Capirossi

Articolo di Marco Enzo Venturini

A raccontarla a distanza di quasi 30 anni è proprio Loris Capirossi, precisando ai giovani fan di non imitare le peripezie sue e di Valentino Rossi.

Valentino Rossi e Loris Capirossi hanno condiviso le piste del motomondiale dal 1998 al 2011 (entrambi furono promossi nel 2000 dalla Classe 250 alla 500, e insieme affrontarono la trasformazione di quest’ultima nell’attuale MotoGP nel 2002). Sempre uniti da ottimi rapporti, negli anni hanno condiviso battaglie in pista e momenti memorabili fuori. Uno di essi, avvolto nel segreto per decenni, è stato nel frattempo raccontato dal tre volte campione del mondo. E, secondo le sue parole, a ballare fu una scommessa dalla portata addirittura milionaria.

Capirossi ne ha parlato a Marina di Massa, a margine della cerimonia di consegna del premio alla carriera all’evento “Massa in Moto”. Il tutto si consumò nel 1997 a Bogor, città che ospitava i piloti nei fine settimana del Gran Premio dell’Indonesia di Sentul. “Fu una stupidaggine bella e buona – ha raccontato il pilota che allora correva per l’Aprilia -. Io e Valentino Rossi ci trovammo verso le otto di sera nella hall dell’albergo, che aveva una piscina sotto la terrazza delle stanze. Lui mi chiese quale fosse la mia camera, e mi chiese se volevo fare una scommessa. Una domanda da non fare mai a un pilota, perché non si tirerà mai indietro”.

Quindi Capirossi ha raccontato ciò che Valentino Rossi lo sfidò a fare: “Disse che mi avrebbe dato un milione se mi fossi lanciato in piscina dal terrazzo della mia camera. Io ovviamente non mi tirai indietro, mi lanciai saltando la ringhiera e finii in piscina. Sono cose che oggi non andrebbero nemmeno raccontate, e tantomeno fatte. Sono cose da pazzi. Noi però da giovani ne facevamo di tutti i tipi, oltretutto Valentino Rossi non mi ha mai più dato quel milione. Ancora lo sto aspettando”. E considerando che la bravata risale al 1997 è giusto sottolineare che la scommessa fosse in lire, per cifre ben più basse rispetto a quelle che sarebbero subentrate con l’adozione dell’euro. Resta comunque una somma non irrilevante, per una bravata che nessuno dovrebbe però emulare mai.

Del resto, il sodalizio tra i due piloti affonda le radici proprio nella classe 250, dove si trovarono a essere compagni di squadra in Aprilia. Nella stagione 1998, il primo anno di Rossi nella categoria, fu proprio Capirossi a prevalere, aggiudicandosi il titolo mondiale davanti al giovane fenomeno di Tavullia. L’anno successivo i ruoli si invertirono: Valentino dominò con nove vittorie, conquistando il Mondiale e diventando il pilota più giovane della storia a vincere in 250. Una rivalità sportiva sana, dunque, che non impedì mai ai due di coltivare un rapporto di stima e amicizia genuina — come dimostra, a modo suo, anche l’aneddoto della piscina di Bogor.

Capirossi, dal canto suo, ha continuato a essere un punto di riferimento nel mondo delle due ruote anche dopo il ritiro. Nel 2023, nel giorno del suo 50° compleanno, è intervenuto a ‘Sky Sport’ per commentare le prime gare del Mondiale, mostrando tutto il suo entusiasmo per i giovani talenti usciti dall’accademia di Valentino Rossi. “Marco Bezzecchi mi somiglia. È un pilota istintivo, aggressivo che non si tira mai indietro e questo può fare la differenza in un campionato lungo”, disse in quell’occasione, riconoscendo nel romagnolo oggi uomo di punta Aprilia alcune delle sue stesse caratteristiche caratteriali. Un giudizio che suona quasi come un passaggio di testimone ideale tra generazioni.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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