Agostini si sbilancia sui paragoni con Valentino Rossi e Jannik Sinner

Articolo di Andrea Gussoni

"La potenza è solo un pericolo in più: distrugge le gomme, distrugge i piloti"

Giacomo Agostini a margine dell’apertura del suo museo ha parlato alla Gazzetta dello Sport: “È una bella soddisfazione. Sono orgoglioso di questi 380 cimeli tra moto, trofei e caschi. Qui dentro c’è tutta la mia vita, prima ancora della mia carriera”.

Si è parlato molto di attualità: “Vorrei che il pilota contasse di più, che fosse più protagonista. C’è troppa elettronica, e poi una gara di velocità in cui i piloti sono costretti a risparmiare le gomme è un non-senso. La gente vuole vedere campioni capaci di cose che gli altri non sanno fare. Come facevamo io, Hailwood, Valentino, o come Maradona, o come fa Sinner. E quindi bisogna togliere elettronica e diminuire la potenza. Non servono tutti questi cavalli, ne bastano 150 per fare spettacolo. La potenza è solo un pericolo in più: distrugge le gomme, distrugge i piloti”.

Alla domanda su chi, oggi, sia capace di fare la differenza come i grandi campioni del passato, non ha dubbi: “C’è Marquez, c’è Bezzecchi, c’è Martin. E poi c’è Acosta: per me Acosta diventerà un altro Marquez. Lo è un po’ già per aggressività, per come guida, per come si comporta. In gara è cattivo”.

Marc Marquez, nel frattempo, ha raggiunto quota 100 vittorie. Un traguardo che avvicina il record di 123 successi detenuto proprio da Agostini: “Se ci riuscirà vorrà dire che se lo sarà meritato. Ognuno tiene alle proprie cose, se il record resta mio sono più contento, se mi batterà pace, l’importante è che io ci sia ancora per festeggiare con lui”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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