Giacomo Agostini

Aggiornato Lun 08 Giu 2026 alle 10:09

Giacomo Agostini continua a essere una delle voci più autorevoli e ascoltate nel mondo del motociclismo. Il leggendario campione bergamasco, detentore di un record che resiste ancora oggi — 15 titoli mondiali e 123 Gran Premi vinti riconosciuti dalla FIM — non smette di commentare le ultime notizie della MotoGP con la lucidità e la passione di chi ha vissuto le due ruote dall’interno per decenni. Nelle sue dichiarazioni più recenti, ‘Ago’ ha messo al centro della scena Marc Marquez, il futuro della Ducati e la grande sfida che si preannuncia per la stagione in corso.

Agostini e Marquez: rispetto reciproco tra leggende

Il tema che più frequentemente accompagna le ultime dichiarazioni di Agostini riguarda Marc Marquez e la sua straordinaria capacità di reinventarsi. Intervenuto a margine dei premi Laureus, ‘Ago’ ha spiegato senza esitazioni chi considera l’uomo da battere nel Mondiale: «Marc è il campione in carica, è lui il riferimento. Ma in questo momento anche Bezzecchi e l’Aprilia stanno andando forte». Una valutazione equilibrata, che riflette la filosofia sportiva di Agostini: «Per me conta il pilota, non il nome. Se Bezzecchi dà il massimo, tiferò per lui. Lo stesso vale per Bagnaia o Martín».

Non è la prima volta che il pluricampione si esprime con tale generosità nei confronti dello spagnolo. Agostini aveva già dichiarato che Marquez «meriterebbe di raggiungermi nel numero di titoli vinti nella classe regina», aggiungendo con fair play: «I record sono fatti per essere battuti, ma sono contento che nessuno ci sia ancora riuscito». Una posizione coerente con quanto affermato in precedenza, quando aveva definito Marquez «un demonio», un pilota che «vuole vincere a tutti i costi» e che, dopo gli anni bui con Honda, è tornato più determinato che mai: «È come un animale ferito», ha ripetuto in più occasioni, sottolineando come la sofferenza abbia reso il campione catalano ancora più pericoloso.

Sul possibile record di Gran Premi vinti — Agostini ne conta 122 ufficiali — il campione lombardo si è mostrato aperto: «Sì, è possibile che Marc lo batta. Dipenderà tutto dalla condizione del suo braccio». Una risposta onesta, che dice molto sulla statura morale di un uomo abituato a vincere ma anche a riconoscere il valore degli altri.

La bomba Marquez-Acosta: «La Spagna prenderà fuoco»

Tra le ultime notizie che stanno animando il paddock, la più esplosiva riguarda il possibile futuro assetto del team ufficiale Ducati. L’ipotesi di affiancare a Marc Marquez il connazionale Pedro Acosta ha stuzzicato la fantasia di Agostini, che non ha usato mezze misure: «Saranno due cannibali, due piloti forti e aggressivi, entrambi spagnoli. Nel nostro mestiere il primo rivale è sempre il compagno di box, ma Marc darà tutto, spingerà al massimo. Si preannuncia una bella battaglia: la Spagna prenderà fuoco».

Una previsione che Agostini aveva già anticipato in forma più misurata a febbraio, quando aveva parlato di «due galli nello stesso pollaio», riconoscendo il talento di Acosta ma sottolineando la maggiore esperienza di Marquez. «Per la Ducati sarebbe fantastico perché vincerebbe quasi sicuramente uno dei due», aveva spiegato, aggiungendo che entrambi i piloti avrebbero una motivazione in più: battere il proprio compagno di squadra. Durante la stagione precedente, quando Marquez dominava il Mondiale al suo primo anno nel team ufficiale, Agostini aveva già invitato chi lo fischiava a più miti consigli: «Davanti a lui bisogna inchinarsi, non bisogna fischiarlo».

Lo sguardo sul presente: Bezzecchi, Bagnaia e il Mondiale aperto

Le ultime notizie dalla MotoGP raccontano di un avvio di stagione non privo di difficoltà per Marquez e la Ducati ufficiale, ma Agostini non si è detto preoccupato. Anzi, ha inquadrato la situazione con la prospettiva di chi ha vissuto campionati interi sul filo del rasoio: «Il vero campionato inizierà a Jerez. Tutti i piloti hanno ormai completato la preparazione e dovrebbero essere al top della forma». Una lettura che invita alla pazienza, ricordando come i grandi campioni sappiano sempre trovare il momento giusto per accendersi.

Su Pecco Bagnaia, Agostini aveva già preso le difese del piemontese in un momento di difficoltà: «È sbagliato dire che Pecco sia in crisi. Quando Marc è arrivato in squadra sapeva già che si sarebbe trovato vicino un osso duro». Parole di stima sincera per un pilota che Agostini ha sempre apprezzato per la sua capacità di guidare con la testa, anche nei momenti più complicati.

Il quadro che emerge dalle recenti dichiarazioni di Giacomo Agostini è quello di un osservatore privilegiato, capace di leggere il motociclismo moderno con gli occhi di chi ne ha scritto la storia. La sua voce resta un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati, capace di unire memoria storica e analisi del presente con rara autorevolezza. E mentre il Mondiale entra nel vivo, le sue parole continuano ad accendere il dibattito, ricordando a tutti che, in questo sport, la grandezza si misura non solo con i titoli, ma con la capacità di lasciare un segno indelebile nel tempo.