Giacomo Agostini
Aggiornato Mer 17 Giu 2026 alle 10:35Giacomo Agostini resta al centro del dibattito nel mondo della MotoGP, e le ultime notizie lo vedono protagonista di una vicenda sportiva che si fa sempre più avvincente: i suoi record storici sono ora nel mirino di Marc Marquez come mai prima d’ora. Con la straordinaria tripletta conquistata in Ungheria all’inizio di giugno 2026 — pole position, Sprint e gara domenicale — lo spagnolo della Ducati ha raggiunto quota 100 vittorie nel Motomondiale, portandosi al terzo posto nella classifica di tutti i tempi. Davanti a lui rimangono soltanto due leggende: Valentino Rossi con 115 successi e, in cima, proprio Agostini con 123.
Un traguardo che avrebbe potuto sembrare lontanissimo solo qualche anno fa, quando Marquez era alle prese con un calvario fisico che ne metteva in dubbio persino la carriera. Invece lo spagnolo ha saputo reinventarsi, prima accettando il team satellite Gresini e poi approdando al team ufficiale Ducati, dimostrando una fame agonistica che Agostini stesso ha più volte paragonato alla propria mentalità da campione.
Agostini e Marquez: rispetto reciproco tra leggende
Nel corso degli ultimi mesi, il pluricampione bergamasco non ha mai nascosto la propria ammirazione per il pilota catalano. Già a marzo 2025, Agostini aveva dichiarato senza esitazioni: «Sicuramente vedo Marc superare i numeri di Valentino; spero che non raggiunga i miei, ma se lo farà sarò il primo a congratularmi con lui, perché i record sono lì per essere battuti». Una posizione ribadita più volte, con quella tipica combinazione di orgoglio personale e genuino rispetto sportivo che contraddistingue il quindici volte iridato.
«Marc è un demonio — ha ripetuto Agostini —. È quasi più mascalzone di quanto lo fossi io nei miei giorni migliori». Parole che suonano come il più alto dei complimenti, provenienti da chi ha dominato il Motomondiale per oltre un decennio con MV Agusta e Yamaha. La leggenda di Lovere ha anche sottolineato come il nuovo Marquez, forgiato dalle sofferenze fisiche e mentali degli ultimi anni, sia apparso ancora più determinato e incisivo: «È come un animale ferito», una metafora che Agostini ha usato in più occasioni per descrivere la rinascita dello spagnolo.
Non mancano però le sfumature. Quando gli viene chiesto se faccia il tifo per Marquez, Agostini è sempre stato chiaro: «Tifo per tutti i piloti che mi danno gioia. I campioni. Lui, come Valentino». E in vista della stagione 2026, commentando il possibile duello tra Marquez e Pedro Acosta in seno alla Ducati ufficiale, aveva previsto scenari infuocati: «Saranno due cannibali, due piloti forti e aggressivi, entrambi spagnoli. La Spagna prenderà fuoco».
La rincorsa al record e il campionato 2026
Le ultime novità dalla pista rendono la situazione ancora più intrigante. Dopo l’incidente multiplo che ha coinvolto Jorge Martin, Marco Bezzecchi e altri piloti in Ungheria, il distacco in classifica tra Marquez e il leader del Mondiale Bezzecchi si è ridotto da 103 a 72 punti. Lo spagnolo, rientrato al Mugello dopo due operazioni subite l’11 maggio — tra cui una alla spalla destra — ha ammesso che il recupero è stato duro «fisicamente, ma ancora di più mentalmente». Nonostante ciò, preferisce restare cauto: «Mi piacerebbe dire che posso attaccare senza riserve, ma ho più da perdere che da guadagnare».
Sul fronte dei record, la matematica inizia a farsi concreta. Nell’estate del 2025, quando Marquez aveva appena raggiunto le 70 vittorie in top class, Agostini aveva già invitato i tifosi a smettere di fischiarlo: «Davanti a lui bisogna inchinarsi». Da allora lo spagnolo ha aggiunto altri 30 successi, avvicinandosi in modo impressionante alle 115 vittorie di Rossi. Se il ritmo dovesse mantenersi, il sorpasso sul Dottore potrebbe avvenire già nel corso di questa stagione, mentre il record assoluto di Agostini — 123 vittorie — rimane l’orizzonte ultimo, ancora distante ma non più irraggiungibile.
Lo stesso Agostini, con la lucidità di chi ha vissuto dall’interno le pressioni del Motomondiale, ha sempre riconosciuto che il contesto è cambiato: «Io correvo in due categorie, ma con meno gare; oggi invece si disputano 22 gare in una sola categoria. Quindi sì, è possibile. Dipenderà tutto dalla condizione del suo braccio». Una variabile, quella fisica, che continua a pesare nelle valutazioni di tutti, compreso lo stesso Marquez, consapevole che ogni operazione rappresenta un rischio e ogni rientro una scommessa.
Quel che è certo è che la storia del motociclismo si sta scrivendo sotto i nostri occhi, e Giacomo Agostini — a 83 anni suonati — si trova nella posizione unica di assistere da protagonista alla possibile caduta dei propri record. Con la serenità di chi sa di aver lasciato un’impronta indelebile, ma anche con la curiosità di un appassionato che non smette mai di amare questo sport.