Venticinque anni senza Vittorio Brambilla, un grande del volante

Articolo di Flavio Brambilla

Il 17 agosto del 1975, a Zeltweg il grintoso brianzolo fece il suo capolavoro vincendo, in rimonta, il Gran premio d'Austria di Formula 1. Lo compì sotto alla pioggia battente, con le monoposto che sbandavano in continuazione sull'asfalto viscido.

25 anni fa, il 26 maggio del 2001, ci lasciava Vittorio Brambilla. A stroncarlo un attacco cardiaco. Un grande, il Gorilla di Monza, così come era stato soprannominato dai giornalisti inglesi: inizialmente erano ironici perché dicevano fosse in grado di svitare un bullone con le dita ma poi si affezionarono sempre di più al suo coraggio e al suo stile di guida, particolarmente efficace in condizioni difficili.

Il 17 agosto del 1975, a Zeltweg il grintoso brianzolo fece il suo capolavoro vincendo, in rimonta, il Gran premio d’Austria di Formula 1. Lo compì sotto alla pioggia battente, con le monoposto che sbandavano in continuazione sull’asfalto viscido.

Quella vittoria all’Österreichring rimase impressa nella memoria collettiva anche per le circostanze che la resero unica: la gara venne interrotta con largo anticipo a causa della pioggia battente, e per questo motivo i punti assegnati furono dimezzati. Niki Lauda, che quel giorno arrivò sesto, ottenne soltanto mezzo punto invece di uno intero — un dettaglio che avrebbe avuto il suo peso nelle settimane successive, quando l’austriaco si presentò a Monza con 17,5 punti di vantaggio in classifica per conquistare il suo primo titolo mondiale con la Ferrari.

Proprio a Monza, tre settimane dopo il trionfo austriaco, Brambilla non riuscì a ripetere la magia: partito dalla nona posizione in griglia, alla partenza rimase fermo bruciando la frizione, riuscì a rimettersi in moto con grande ritardo ma poco dopo la fine del primo giro fu costretto al ritiro, privando i tifosi di casa di quello spettacolo che avrebbero tanto voluto vedere.

Il legame tra Brambilla e la sua March 761 è rimasto vivo nel tempo anche grazie agli appassionati e ai collezionisti. Quella vettura, custodita da Roberto Farneti, è diventata una presenza fissa all’HistoricMinardi Day di Imola, dove nel corso delle varie edizioni è stata portata in pista da piloti come Miguel Ángel Guerra, primo pilota a correre sotto le vesti del Minardi Team nel 1980, che si è alternato al volante proprio con Farneti, regalando al pubblico dell’autodromo romagnolo l’emozione di rivedere in azione la monoposto del Gorilla di Monza.

Il ricordo di Brambilla è stato celebrato anche attraverso mostre e iniziative culturali. Nel 2024, a Villasanta, in provincia di Monza e Brianza — terra natale del pilota brianzolo — è stata allestita la mostra retrospettiva “Formula 75” per celebrare i 75 anni di vita del Campionato del mondo di Formula 1: tra i cimeli esposti figuravano la tuta originale di Vittorio Brambilla e la gigantesca coppa vinta nel 1975 a Zeltweg, a testimonianza di quanto quella vittoria rappresenti ancora oggi uno dei momenti più iconici della storia della Formula 1 italiana.

Brambilla resta infatti uno dei sedici piloti italiani ad aver vinto almeno un Gran Premio nella massima categoria del motorsport, una lista d’onore che negli anni si è arricchita di nuovi nomi: l’ultimo in ordine di tempo è Andrea Kimi Antonelli, che nel marzo del 2026 ha conquistato la sua prima vittoria in carriera al Gran Premio di Cina con la Mercedes, tra le lacrime e la commozione generale, entrando di diritto nella storia del motorsport azzurro.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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