Il bilancio riferito è pesantissimo, con dodici morti e 309 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni
Le tensioni in Arabia Saudita, dopo l’attacco attribuito ai combattenti Houthi filo-iraniani contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, riaccendono le preoccupazioni sulla sicurezza nella regione e potrebbero avere ripercussioni anche sul calendario della F1. Il bilancio riferito è pesantissimo, con dodici morti e 309 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Tra le vittime figurano quattro cittadini sauditi e otto stranieri, tra cui un americano, secondo quanto comunicato dall’Autorità per l’aviazione civile saudita.
Il raid ha provocato danni materiali e spinto gli Stati Uniti e diversi Paesi occidentali ad adottare misure precauzionali. Uno scenario che potrebbe coinvolgere anche il circus della Formula 1, chiamato a valutare attentamente l’evoluzione della situazione e le possibili conseguenze sulla sicurezza di team, piloti e addetti ai lavori.
Al momento, tuttavia, non si può dare per scontata una modifica del calendario: per capire se ci saranno conseguenze concrete sul Mondiale serviranno indicazioni ufficiali da parte della FIA e degli organizzatori. Le prossime decisioni dipenderanno dall’evoluzione della crisi e dalle valutazioni sulla sicurezza.
Nelle scorse settimane si era già parlato di Imola come possibile alternativa alle ultime due gare che dovrebbero (ma il condizionale torna d’obbligo) corrersi tra Qatar e Abu Dhabi.