Charles Leclerc si discolpa e punta il dito dopo il clamoroso incidente

Articolo di Andrea Gussoni

Charles Leclerc lascia il Gran Premio di Monaco con grande amarezza dopo un epilogo inatteso e doloroso

Charles Leclerc lascia il Gran Premio di Monaco con grande amarezza dopo un epilogo inatteso e doloroso. Sul circuito di casa, il monegasco della Ferrari è stato costretto al ritiro in seguito a un incidente avvenuto alla ripartenza dopo la Safety Car, quando ha perso il controllo della sua SF-26 alla curva Anthony Noghes, finendo contro le barriere. L’episodio ha avuto conseguenze importanti anche sulla gara: l’impatto ha infatti danneggiato le protezioni, rendendo necessaria l’esposizione della bandiera rossa per consentire agli addetti di ripristinare le condizioni di sicurezza del tracciato.

Nel post-gara, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Leclerc ha escluso che l’errore fosse legato a una semplice sbavatura di guida, puntando invece il dito contro un problema all’impianto frenante. “Non sono il tipo che cerca scuse o si nasconde dietro agli alibi”, ha spiegato il ferrarista. “Anche rivedendo i dati è evidente che non avrei potuto fare nulla. Quando frenavo, il comportamento della vettura era anomalo: al posteriore sembrava non esserci frenata, mentre all’anteriore la risposta era eccessiva. Le temperature non erano corrette e i freni non funzionavano come avrebbero dovuto. Una situazione pericolosa”.

Il pilota della Ferrari ha però sottolineato come il team abbia già individuato una possibile soluzione. “L’aspetto positivo, se così si può dire, è che abbiamo già una strada da seguire. Lewis Hamilton ha adottato una configurazione diversa dell’impianto frenante nelle ultime tre gare e dalla prossima gara farò la stessa scelta”.

Leclerc ha poi commentato anche il team radio acceso avuto durante la corsa, quando aveva contestato la decisione del muretto di richiamarlo ai box insieme a Hamilton in regime di doppio pit-stop. Una scelta che gli aveva fatto perdere tempo prezioso alle spalle del compagno di squadra, nonostante quest’ultimo dovesse ancora scontare una penalità di cinque secondi.

“Sono stato sotto forte pressione in quel momento”, ha spiegato. “Ho dovuto rallentare in pit-lane per permettere il doppio pit-stop e temevo addirittura di incorrere in una penalità. Le gomme erano ancora in buone condizioni e avrei potuto continuare senza problemi. In ogni caso non è questo il punto centrale della giornata. Senza quell’episodio avremmo probabilmente conquistato il secondo e il terzo posto, un risultato che avrei accolto con soddisfazione”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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