Addio ad Alan Jones, il primo re della Williams. E quella curiosa storia che incrocia il nome dei Bin Laden

Articolo di Nicola Lama

Il campione del mondo di Formula 1 del 1980 è morto oggi a 80 anni. Australiano dal carattere ruvido e dalla guida aggressiva, regalò alla scuderia di Frank Williams il primo titolo iridato, diventando protagonista di un'epoca in cui sulle monoposto comparivano anche sponsor destinati, per ragioni completamente diverse, a entrare nella storia.

Se n’è andato Alan Jones, uno di quei piloti che appartenevano a una Formula 1 molto diversa da quella di oggi. Aveva compiuto 80 anni appena tre giorni fa, il 2 novembre. L’australiano, scomparso dopo una breve malattia, era stato il primo campione del mondo della Williams, la squadra che nel 1980 aveva portato sul tetto del mondo grazie a cinque vittorie e a una stagione dominata con la forza di chi non aveva paura di nessuno.

Nato a Melbourne nel 1946, figlio d’arte, Jones aveva costruito la propria carriera con ostinazione, arrivando in Europa per inseguire il sogno della Formula 1. Il debutto nel 1975, il primo successo in Austria nel 1977 con la Shadow, poi l’incontro decisivo con Frank Williams e Patrick Head. Fu proprio Jones a trasformare in vittorie le ambizioni di una scuderia che sarebbe diventata una delle grandi protagoniste del Circus. In carriera conquistò dodici Gran Premi, distinguendosi per uno stile di guida aggressivo e un temperamento poco incline ai compromessi.

Ma nella storia di Alan Jones c’è anche un dettaglio sorprendente, che porta fino al nome di Osama bin Laden. Alla fine degli anni Settanta, quando la Williams cercava finanziamenti per diventare competitiva, Frank Williams trovò importanti sostenitori in Arabia Saudita. Tra gli sponsor comparve anche un’azienda della famiglia Bin Laden, il potente gruppo imprenditoriale legato al settore delle costruzioni. Nel 1979 il cognome Bin Laden era addirittura visibile sulla fiancata della monoposto guidata da Jones. Un particolare che avrebbe assunto un significato inquietante molti anni dopo, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001.

Naturalmente, non esiste alcuna prova di un coinvolgimento personale di Osama bin Laden nella sponsorizzazione della Williams. Il futuro fondatore di Al-Qaeda apparteneva a una famiglia numerosa e influente, che avrebbe successivamente preso le distanze dalle sue attività terroristiche. Ma la coincidenza resta una delle curiosità più singolari della storia della Formula 1. Nel 2001, quando quelle vecchie fotografie tornarono d’attualità, lo stesso Jones ricordò di aver conosciuto molti sauditi e principi in quel periodo, aggiungendo con il suo consueto linguaggio colorito che, se avesse saputo cosa sarebbe diventato Osama bin Laden, avrebbe potuto pensare di investirlo ai box.

Il legame con gli sponsor sauditi fu comunque determinante per la crescita della Williams. Quei finanziamenti contribuirono a trasformare una squadra ancora giovane in una formazione capace di vincere. Nel 1979 arrivarono i primi successi, mentre l’anno successivo Jones conquistò il Mondiale davanti a Nelson Piquet, regalando alla Williams anche il primo titolo costruttori. Un trionfo che aprì una lunga stagione di successi per la scuderia britannica.

Jones lasciò la Formula 1 alla fine del 1981, salvo poi tentare il ritorno negli anni successivi, chiudendo definitivamente la propria esperienza nel Circus nel 1986. Rimase sempre un personaggio schietto, spesso polemico, lontano dalla diplomazia che caratterizza molti protagonisti dell’automobilismo moderno. Con lui scompare l’ultimo australiano capace di conquistare un titolo mondiale di Formula 1. E resta anche quella fotografia ingiallita di una Williams con il numero 27 e il nome Bin Laden sulla carrozzeria: due storie lontanissime, quella dello sport e quella della geopolitica, che per un breve momento si incrociarono sull’asfalto dei circuiti.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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