Hatton vince gli Open d'Italia

Straordinaria partecipazione di pubblico, con ben 73.000 presenze, primato assoluto.

15 Ottobre 2017

L’inglese Tyrrell Hatton ha vinto con 263 (69 64 65 65, -21) colpi il 74° Open d’Italia disputato sull’impegnativo percorso del Golf Club Milano (par 71). La massima manifestazione nazionale di golf , punta di diamante del Progetto Ryder Cup 2022 e inserita tra gli otto tornei di assoluto livello mondiale delle Rolex Series dell’European Tour, è stata costellata di record. Dalla straordinaria partecipazione di pubblico, con ben 73.000 presenze, primato assoluto, al montepremi per la prima volta di 7.000.000 di dollari, fino a un field di grandi giocatori, che non si era mai visto prima.

Un bagno di folla - Come detto con le 73.000 persone presenti nelle quattro giornate, è stato stabilito il nuovo record della manifestazione dopo le 50.000 del 2015 e le 47.000 del 2016. Nell’ultimo giro ancora un grandissimo afflusso con 28.000 spettatori, anche questo primato per una sola giornata di gara, dopo i 20.000 di ieri e nella terza dell’Open 2016. Nei due giri iniziali hanno assistito all’evento rispettivamente 10.000 e 15.000 persone. Al Golf Club Milano, in quattro splendidi giorni di sole, il colpo d’occhio è stato impressionante. Un muro umano di entusiasmo con tante famiglie e moltissimi bambini conquistati dalle prodezze dei campioni in gara e sempre pronti ad andare a caccia di autografi. Un successo che premia la scelta della Federazione Italiana Golf, in accordo con l’Official Advisor Infront, di confermare l’ingresso gratuito per rafforzare il messaggio di uno sport aperto a tutti.

La gara - Francesco Molinari non ce l’ha fatta a bissare il successo dello scorso anno, terminando al sesto posto con 267 (64 68 66 69, -17) colpi, e comunque dando un’ulteriore conferma del suo spessore di livello mondiale. Nella giornata finale, però, è emerso un grande Nino Bertasio che è risalito dal 28° al decimo posto con 268 (68 67 69 64, -16) con un ottimo 64 (-7) e in tal modo è entrato a vele spiegate tra i primi cento della Race To Dubai (86°), conservando la ‘carta’ per il circuito 2018, obiettivo principale della sua stagione. In un finale avvincente, ricco di colpi di scena e di tante giocate rare a vedersi, Tyrrell Hatton, 26enne di High Wycombe, ha ottenuto il terzo titolo nel circuito, il secondo consecutivo dopo quello siglato nell’Alfred Dunhill Championship. Ha superato con un birdie sull’ultima buca il connazionale Ross Fisher e il thailandese Kiradech Aphibarnrat, secondi con 264 (-20), che, giunti in club house prima di lui, speravano di poter andare al playoff. Ha ceduto Matt Wallace, da primo a quarto con 265 (-19), è terminato quinto con 266 (-18) l’australiano Marcus Fraser e hanno affiancato Molinari gli inglesi Tommy Fleetwood, leader della Race To Dubai, e David Horsey e il sudafricano George Coetzee. Insieme a Bertasio anche lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, che continua a meravigliare pur avendo superato i 50 anni, mentre si sono defilati, senza mai poter correre per il titolo, gli iberici Jon Rahm, numero cinque mondiale, 15° con 269 (-15) alla pari con Matthew Fitzpatrick, e Sergio Garcia, numero undici, 30° con 272 (-12), e lo svedese Alex Noren, 38° con 274 (-10).

Degli altri tre azzurri, che hanno superato il taglio, ha offerto un bel finale Enrico Di Nitto, risalito fino al 45° posto con 276 (69 69 72 66, -8), e hanno concluso poco dietro Andrea Pavan, 50° con 277 (66 71 70 70, -7), e il dilettante Lorenzo Scalise, 58° con 279 (69 69 69 72, -5), che merita un elogio incondizionato per aver ben tenuto testa ai professionisti. Peraltro nel 2015, classificandosi in undicesima posizione, ha firmato il miglior risultato di un amateur all’Open d’Italia. Le interviste - Tyrrell Hatton, il quale con il titolo ha ricevuto un assegno di 1.166.660 dollari che gli ha permesso di salire dall’undicesimo al quinto posto nella Race To Dubai, ha dichiarato: “E’ una sensazione incredibile vincere per due volte consecutive. Arrivando da dietro, circostanze diverse potevano influire sul mio risultato. Non ero sicuro di quale score avrei dovuto realizzare, ma sapevo di aver bisogno di parecchi birdie. Sono stato fortunato a imbucare molti putt entrati praticamente da bordo buca. E mi ha dato grande soddisfazione il putt alla buca 18 con cui ho vinto”. Poi un pensiero alla Ryder Cup 2022 a Roma: “Abbiamo ricevuto un grande supporto in questi giorni dal pubblico italiano, che ci ha sostenuti e applauditi, e sono sicuro che lo farà in misura maggiore in quella occasione da cui il golf italiano trarrà grande beneficio”.

Francesco Molinari ha spiegato così il finale: “Ho fatto quello che ho potuto. Il mio gioco non è stato sufficientemente buono per darmi una chance concreta e credo che ciò sia imputabile soprattutto alle energie nervose. Non sono ancora una volta partito bene, è svanita un po' di adrenalina ed è stato difficile ritrovare il ritmo. Però è stato bello finire con due birdie davanti a tanto pubblico. Rimango orgoglioso del mio Open. Ho confermato ancora una volta il mio livello nonostante non abbia espresso il mio miglior golf”.

Nino Bertasio ha giocato più di tutti nel 2017, ben 31 tornei, teso alla caccia della ‘carta’ per rimanere nell’European Tour. C’è riuscito con un giro sopra le righe a coronamento di un Open d’Italia da incorniciare. “Oggi dovevo partire forte ed è quello che ho fatto, poi l’eagle alla buca 14 è stato un grosso aiuto, perché in quel momento potevo solo perdere colpi e quindi c’era una certa tensione. Infatti le ultime buche non sono state facili e il bogey alla 17 lo dimostra. Il target a inizio giornata era di arrivare a meno 15, sono sceso a meno 16 e quindi non mi lamento certo per quel bogey. Ora so che l’anno prossimo affronterò nuovamente l’European Tour e sarà veramente speciale ripetere un Open così in Italia. Giocherò un po’ di meno e a maggio spero di sposarmi”.

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Fiorentina-Inter 1-3, le pagelle
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Liverpool-Milan 3-2, le pagelle
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