Ibra-Cavani, il Psg mata il Chelsea

16 Febbraio 2016

La fase ad eliminazione diretta della Champions ha preso il via con due grandi classici. Paris Saint Germain e Chelsea di fronte esattamente un anno dopo l’andata degli ottavi (e per il terzo anno consecutivo), mentre a Lisbona si sono affrontate Benfica e Zenit, rivincita degli ottavi 2012 che regalarono il pass per i quarti ai portoghesi. Sono uscite due gare intense e ricche di occasioni. Verdetti rinviati alle gare di ritorno, in programma il 9 marzo.
 
PSG-CHELSEA 2-1
I blues di Guus Hiddink provano a ritagliarsi in Europa un’oasi di felicità in una stagione da dimenticare in Premier. Uscire con un pareggio dal Parco dei Principi era l’obiettivo minimo dei londinesi, anzi quello massimo visto il nulla o quasi prodotto in attacco, ma a far saltare il piano c’ha pensato a 12’ dalla fine Edinson Cavani, entrato da pochi minuti al posto di Lucas Moura.
 
Un gran gol dell’uruguaiano, che scatta sul filo del fuorigioco su filtrante di Di Maria, lascia scorrere il pallone e infila Courtois tra le gambe incrociando di controbalzo, regala alla squadra di Blanc una vittoria preziosissima e meritata, ma che lascia apertissimo il discorso qualificazione. “Merito” di Obi Mikel, che al 39’ ha aperto il tabellino deviando una punizione dal limite di Ibrahimovic e che 6’ si è fatto perdonare impattando in mischia su azione d’angolo battuto da Willian e prolungato da Diego Costa. Sembrava una serata stregata per la squadra di Blanc, che ha attaccato con continuità per tutti i 90’, sbattendo a lungo contro il muro Courtois.
 
Il portiere belga si è superato in almeno tre occasioni, su Ibrahimovic, Lucas dalla distanza e poi su una punizione di Di Maria, prima di arrendersi alla rete del Matador. Al 93' Chelsea vicino a pareggio con Pedro. Appuntamento a Stamford Bridge.
 
 
BENFICA-ZENIT 1-0
Molto attesa era anche la gara del Da Luz di Lisbona. Tanti i temi del match, dal precedente di 4 anni fa ai 3 ex dello Zenit, Garay, Javi Garcia e Witsel, fino al derby personale di André Villas Boas, tecnico dei russi ex Porto. Tanto agonismo (ben 7 i cartellini gialli estratti dall’arbitro Rocchi più il rosso a Criscito nel finale) in una gara che ha visto i padroni di casa attaccare per 90’, riuscendo però ad aprire solo al 92' il bunker di uno Zenit tanto ordinato in fase difensiva, quanto rinunciatario in attacco.
 
Ha deciso un colpo di testa di Jonas, su punizione provocata da un ingenuo fallo di Criscito (fuori per doppia ammonizione), su Almeida. Risultato giusto per la mole di occasioni prodotte dai padroni di casa, in particolare nella ripresa, quando l’assedio del Benfica è divenuto totale: Lodygin decisivo su Gaitan al 25’, poi ci provano tutti, attaccanti e difensori di Rui Vitoria, prima del guizzo finale.
 
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