Dopo tre ko di fila, due in campionato e uno in Coppa Italia, il Como è chiamato a reagire: domani alle 15 sfida il Genoa al Ferraris. L’obiettivo è tornare a fare punti per riavvicinarsi alla zona Champions, distante cinque lunghezze, o almeno difendere il quinto posto condiviso con la Roma. Cesc Fabregas è stato diretto: serve una risposta immediata.
Il momento negativo arriva dopo una fase della stagione in cui i lariani avevano impressionato per continuità e qualità di gioco. Prima della serie di sconfitte, il Como aveva inanellato cinque vittorie consecutive in campionato, un filotto che aveva alimentato concretamente le speranze di un posto in Champions League. L’ultima battuta d’arresto prima del crollo era arrivata il 6 aprile sul campo dell’Udinese, con un pareggio a reti bianche che aveva interrotto la striscia positiva e lasciato qualche rimpianto: i friulani avevano impegnato Kempf nel finale con Zaniolo, mentre per i lariani era rimasto solo un guizzo di Douvikas neutralizzato da Okoye.
Proprio la Coppa Italia aveva riservato un’ulteriore delusione. Contro l’Inter, il Como era arrivato a un passo dalla finale, avanti 2-0 e con la qualificazione quasi in tasca. Il gol del 2-1 aveva cambiato l’inerzia della partita, e alla fine i nerazzurri avevano avuto la meglio. Fabregas aveva scelto di non fare drammi: “So dove abbiamo iniziato il percorso e stiamo facendo un grande percorso. Sono sereno, sapevo che questi ragazzi oggi avrebbero fatto una grande prestazione. Grande orgoglio, anche se manca ancora qualcosina”. Il tecnico aveva poi aggiunto: “Stiamo giocando contro una squadra di veterani, che gioca da 6-7 anni insieme. Per me era importante vedere la reazione, dentro l’area loro sono molto forti mentre a noi manca ancora un pezzettino”.
L’allenatore ha evitato di commentare le voci che lo accostano alla panchina del Chelsea, così come le dichiarazioni del presidente Mirwan Suwarso, che a “City AM” ha aperto a un eventuale addio: se Londra lo rendesse felice, non ci sarebbero ostacoli. Ha però sottolineato che, pur essendo anche azionista del club, la situazione diventerebbe delicata solo in caso di passaggio a un’altra società italiana.
Non è la prima volta che il nome di Fabregas viene accostato ad altri club. Nei mesi scorsi, anche la Roma aveva sondato il terreno per il tecnico spagnolo, con l’ex direttore sportivo Florent Ghisolfi che si era mosso a lungo chiedendo alla proprietà Hartono di liberarlo. Il via libera non era mai arrivato, e i giallorossi avevano poi virato su altre opzioni, fino alla scelta definitiva di Gian Piero Gasperini.
Fabregas, dal canto suo, ha tagliato corto: non è il momento di pensare a queste cose. Nessun contatto, solo concentrazione totale sulla prossima partita contro il Genoa.