Mercato Milan, la sorprendente svolta di Rafael Leao dopo le critiche

Articolo di Andrea Gussoni

L’attaccante portoghese ha deciso di allontanarsi dai social per ritrovare un po’ di tranquillità

“Spiacenti, questa pagina non è disponibile”. Dopo i fischi arrivati a San Siro contro l’Udinese e anche al momento della sostituzione nella sfida con la Juventus, Rafael Leao ha scelto di staccare la spina e ha temporaneamente disattivato il suo profilo Instagram ufficiale, uno spazio che spesso usa per celebrare i gol o lanciare messaggi al mondo rossonero.

In una fase complicata della sua stagione (non trova la rete dal 1 marzo), con il Mondiale che si avvicina e un futuro ancora tutto da definire (il contratto scade tra due anni, ma il Milan è disposto a valutare eventuali offerte), l’attaccante portoghese ha deciso di allontanarsi dai social per ritrovare un po’ di tranquillità.

La frattura con il pubblico di San Siro è ormai difficile da ignorare. Dopo i fischi sonori arrivati al momento della sostituzione nella sfida contro l’Udinese, a prendere le difese del numero 10 rossonero era stato Adrien Rabiot: “Posso capire i fischi dei tifosi perché è una sconfitta, anche pesante quando siamo vicini all’obiettivo. La cosa che mi ha deluso sono stati i fischi a Leao, perché secondo me in questo momento lo dobbiamo aiutare e supportare. E questo non lo aiuta. Siamo tutti insieme fino alla fine, è stato brutto ma il calcio è così, lo sappiamo e dobbiamo andare avanti”. Parole forti, che tuttavia non sembrano aver cambiato il sentiment di una tifoseria sempre più insofferente nei confronti di un giocatore percepito come discontinuo e poco coinvolto.

Sul banco degli imputati, Leao ci è finito anche per bocca di Paolo Di Canio, che sulle colonne del Corriere della Sera non ha usato mezzi termini: “Perché rinnovare un giocatore che a 21 anni era più forte di adesso che ne ha 26? Un giocatore che continua a fare il trapper e le sfilate di moda? È sempre infortunato, recupera in ritardo e chissà come mai. Il Milan senza di lui vince e convince, è una squadra coesa. Vuoi ripartire da lì o da uno che fa come vuole e pretende anche di essere coccolato? Io non avrei dubbi”.

Una sentenza impietosa che rispecchia un’opinione sempre più diffusa negli ambienti del calcio italiano. Dal punto di vista tecnico, i numeri stagionali raccontano una storia di talento a sprazzi: 9 gol e 3 assist in 25 partite, con una media realizzativa comunque solida, ma un impatto complessivo ritenuto insufficiente rispetto all’ingaggio da circa 7 milioni di euro netti a stagione.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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