Per il dopo Spalletti alla Juventus arriva un’alternativa che oggi parla portoghese

Articolo di Flavio Brambilla

Antonio Conte spinto a furor di popolo dai fan della Vecchia Signora. Ma i nomi sono tanti...

Quasi un anno di matrimonio ormai tra Luciano Spalletti e la Juventus, che chiamò al capezzale della squadra l’ex commissario tecnico della nazionale italiana quando decise di dare il benservito a Igor Tudor. A oggi le cose non sono andate come le parti avrebbero voluto. Nella passata stagione, con un finale di campionato horror, Bremer e compagni hanno cestinato la possibilità di qualificarsi per la Champions League. Nel torneo iniziato ad agosto, dopo una campagna acquisti non prova di contraddizioni e di operazioni-tappabuchi, i bianconeri annaspano e la pesantissima sconfitta casalinga con la Lazio, sommata a una posizione di classifica deludente, ha mandato su tutte le furie la tifoseria.

Da domenica sera stanno rimbalzando i nomi delle possibili alternative, con Antonio Conte spinto a furor di popolo dai fan della Vecchia Signora. In Portogallo, però, la vedono diversamente e fanno con una certa insistenza il nome di Francesco Farioli, già vicino al Napoli la scorsa estate, che però arriverebbe soltanto nel 2027, a impegni conclusi con il Porto e sempre che trovi una soluzione con i Dragoni.

I numeri, del resto, non aiutano Spalletti: in sette giornate la Juventus ha raccolto appena 11 punti, uno in meno rispetto allo stesso momento della scorsa stagione e poco più della metà del bottino dell’Inter capolista. Il 3-0 subito allo Stadium contro la Lazio di Gattuso, con il tecnico toscano assente per squalifica e sostituito in panchina dal vice Marco Domenichini, ha fatto precipitare il clima. Nel dopogara lo stesso Spalletti ha ammesso: “Abbiamo solo due possibilità: parlare con la squadra e cambiare la metodologia di lavoro. Qualcosa bisogna andare a modificare”.

A rendere ancora più teso l’ambiente sono state le parole del capitano Gleison Bremer, che ha puntato il dito sulla personalità di alcuni compagni: “C’è chi quando le cose vanno male esce fuori e chi, al contrario, si nasconde”. Pronta la replica di Spalletti: “Bremer è bene che faccia delle analisi, ma lui è dentro la partita come ci sono io, per cui prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi”. Duro anche il giudizio della Gazzetta dello Sport, che ha definito l’attuale Juventus “un mostro deforme” e ha parlato di un allenatore che “ha paura degli avversari”.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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