Dopo tre sconfitte consecutive fra campionato e Champions League, la gara con il Bologna è già da dentro o fuori per il tecnico livornese.
La partita di domenica alle 18 fra Napoli e Bologna sarà un crocevia importante per Massimiliano Allegri, che dopo il successo maturato nel finale con il Genoa ha raccolto tre sconfitte consecutive, perdendo 2-1 con il Como in casa, 3-2 con l’Inter a San Siro (buttando via due gol di vantaggio) e 1-0 in Champions con l’Arsenal al ‘Maradona’. Un altro passo falso, tra l’altro contro una squadra che ha raccolto appena un punto in tre partite, potrebbe causare un vero e proprio terremoto sportivo nello spogliatoio azzurro, a partire proprio da Allegri.
A monitorare la situazione ci sono almeno tre tecnici attualmente senza squadra. Il nome rimbalzato da più fonti è quello di Raffaele Palladino, alla ricerca dell’occasione della vita dopo il brusco addio all’Atalanta a conclusione della passata stagione. Il tecnico di Mugnano è corteggiato anche all’estero, ma ha la Serie A come priorità e una chiamata dal Napoli, anche per il legame con la città, sarebbe irresistibile.
Quello di Palladino non è però l’unico nome accostato alla panchina del Napoli: alla finestra c’è infatti anche Thiago Motta, che dopo l’esonero alla Juventus nel marzo 2025 non ha preso al timone altre squadre. Il contratto con la Vecchia Signora non è più un problema: il club piemontese, quest’estate, ha infatti attivato la clausola di recesso anticipato, interrompendo definitivamente l’accordo che inizialmente durava fino al 2027.
C’è poi un terzo nome, tornato alla ribalta negli ultimi giorni, quello di Sergio Conceiçao. Il portoghese ha chiuso la parentesi saudita all’Al-Ittihad e si sente pronto per dire di nuovo la sua in Serie A, dove aveva avuto un impatto lontano dlale sue aspettative con il Milan, nella seconda parte della stagione 2024-2025, nonostante la conquista della Supercoppa italiana. L’ex centrocampista di Lazio, Parma e Inter vuole dimostrare di valere il campionato italiano e non direbbe ‘no’ a una chiamata di Aurelio De Laurentiis.