Il calciatore classe 1999 è in una sorta di limbo: lo scenario però è destinato a cambiare, anche molto presto.
L’estate di Rafael Leao ha preso una piega imprevedibile. Nel giro di poche settimane il portoghese è passato dall’annunciare pubblicamente la fine del suo ciclo rossonero alla tentazione di restare, complice l’arrivo in panchina del connazionale Ruben Amorim, fino a ritrovarsi nuovamente al centro di un vortice che ha cambiato ancora una volta gli equilibri.
Il sorriso mostrato nei primi allenamenti sembrava il segnale di una tregua, ma la mancata convocazione per l’amichevole contro il Manchester United ha rimesso tutto in discussione: al di là di qualche fastidio fisico, la scelta del tecnico, che ha iniziato a delineare il quadro di promossi e bocciati di queste settimane di preparazione, appare un messaggio chiaro. Amorim, nello specifico, sembra non considerare Leao un punto fermo del progetto.
La società ha preso atto della situazione e ha deciso di riaprire ufficialmente la porta alla cessione, questa volta con una valutazione molto più bassa rispetto al passato: 50 milioni per lasciarlo partire. Una cifra che ha rimesso in moto diversi club, su tutti il Galatasaray che è tornato subito alla carica. Il club di Istanbul, però, non è l’unico a monitorare la situazione.
In Premier League, campionato in cui Leao ha dichiarato di voler giocare, l’Arsenal resta vigile: se dovesse sfumare l’arrivo di Osimhen, i Gunners potrebbero virare proprio sul rossonero. Anche altre squadre inglesi, tutte con disponibilità economiche importanti al di là degli obiettivi stagionali, stanno valutando l’opportunità. E non è da escludere neppure un affondo dall’Arabia Saudita, con l’Al‑Hilal che potrebbe riformare la coppia Theo Hernandez-Rafael Leao sul lato sinistro del campo.
Dopo aver dichiarato ai quattro venti la volontà di iniziare un nuovo percorso lontano da Milano, il portoghese dovrà assumersi la responsabilità delle sue parole e decidere se accettare una delle offerte che potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Ma esiste anche un’altra possibilità, meno discussa ma tutt’altro che remota: se tutte le trattative dovessero saltare, Leao resterebbe al Milan senza alcuna garanzia di essere titolare.
In quel caso, però, dovrebbe dapprima conquistare la fiducia di Amorim, che oggi non lo considera incedibile, per poi convincere lo spogliatoio e la tifoseria di voler dare il cento per cento in rossonero, dopo aver spiazzato sia i compagni di squadra sia i sostenitori del club con l’annuncio di voler lasciare Milano e il Milan a Mondiali in archivio.