I bianconeri riflettono sull'adattamento di Nick Woltemade, a segno finora solo nella goleada al NEC in Europa League.
Due mesi non bastano per emettere sentenze definitive ma possono fornire indicazioni importanti, e quelle che arrivano da Nick Woltemade non sembrano particolarmente incoraggianti per la Juventus. L’attaccante tedesco, arrivato a Torino con l’obiettivo di aggiungere soluzioni offensive al reparto bianconero, sta incontrando più di una difficoltà nell’adattarsi alle richieste del calcio italiano e, soprattutto, ai principi tattici di Luciano Spalletti.
Il tecnico di Certaldo continua a lavorare sul giocatore convinto delle sue qualità tecniche, ma il tempo scorre e l’idea generale è che la Juventus possa presto trovarsi di fronte a una scelta tutt’altro che banale. Se nei prossimi due mesi Woltemade non dovesse offrire segnali di crescita convincenti, l’ipotesi di un ridimensionamento del suo ruolo, o addirittura di una chiusura anticipata del prestito dal Newcastle, potrebbe trasformarsi in uno scenario concreto.
La questione non riguarda soltanto il rendimento individuale. Spalletti, che conta anche di ritrovare il miglior Kolo Muani, per cui la Juve ha investito 50 milioni, sembra infatti orientato verso un centravanti capace di combinare fisicità e mobilità, caratteristiche ritenute indispensabili per guidare il pressing, aprire spazi e dialogare con i trequartisti. Woltemade ha faticato da questo punto di vista e una sua bocciatura resta più probabile, per questioni economiche, rispetto a quella dell’ex PSG.
Anche se il mercato non riaprirà prima del 2 gennaio, il club sta valutando diversi profili per anticipare i tempi. Tra i nomi monitorati con maggiore attenzione, in particolare, c’è quello di Folarin Balogun: l’attaccante del Monaco era praticamente già dell’Everton lo scorso agosto, ma i Toffees, nonostante l’accordo con il club del Principato, avevano incontrato l’opposizione del calciatore stesso, che preferiva un palcoscenico europeo. La Juve gliene offrirebbe uno di livello superiore (l’Europa League) rispetto a quello dei monegaschi (la Conference).
Sul tavolo resta poi la candidatura di Mateo Retegui. L’ex centravanti del Genoa e Atalanta, oggi all’Al-Qadisiya, continua a essere un profilo apprezzato e il richiamo della Serie A potrebbe esercitare un certo fascino. Un ritorno in Italia potrebbe anche aiutarlo a restare pienamente sotto gli occhi del Ct Roberto Mancini, che ha lasciato intendere nei giorni scorsi che l’assenza dalle ultime convocazioni non rappresenta una chiusura definitiva: la concorrenza però resta elevata e tornare protagonista nel campionato italiano potrebbe fare la differenza.