A Lecce non tira una bella aria per Eusebio Di Francesco dopo il terzo ko di fila

Articolo di Flavio Brambilla

Il tecnico è a rischio: è diventato il principale bersaglio delle critiche, soprattutto per l'atteggiamento della squadra,

La pazienza dei tifosi del Lecce sembra essere arrivata al limite. Dopo il pesante 5-1 incassato a Frosinone, la sconfitta per 2-1 al Via del Mare contro il Genoa ha fatto esplodere la rabbia del popolo giallorosso, che sui social chiede a gran voce un cambio di allenatore. Eusebio Di Francesco è diventato il principale bersaglio delle critiche, soprattutto per l’atteggiamento della squadra, la mancanza di una precisa identità di gioco e alcune scelte effettuate durante la partita. Andrea Esposito non usa mezzi termini: “Lo dico di nuovo. Di Francesco via da Lecce! Non si può approcciare una partita di serie A in questo modo”. Sulla stessa linea Vincenzo Corina: “Di Francesco via da Lecce subito….atteggiamento e cambi da vergognarsi”. Ivan Benenati entra invece nel merito delle difficoltà tattiche: “Di Francesco ha fatto il suo tempo a Lecce. Le sostituzioni fatte sortiscono effetti opposti a quelle che servono. Non abbiamo una trama di gioco fino ad oggi solo reti realizzate da calci fermi”. Parole che fotografano il clima di sfiducia nei confronti dell’allenatore, al quale una parte sempre più rumorosa della tifoseria non sembra disposta a concedere altro tempo.

A finire sotto accusa sono soprattutto i cambi e l’incapacità del Lecce di reagire nella ripresa, nonostante lo svantaggio di misura. Paride Della Folgore contesta una sostituzione in particolare: “Di Francesco inguardabile brucia lo slot per un cambio inutile e poi è costretto a metterne 3”. Anche Marco Stefàno ritiene ormai compromesso il rapporto tra il tecnico e la squadra: “Di Francesco non hai dato una impronta a questa squadra e non la darai, dai su”. Alessandro Cavallo si augura un intervento immediato della dirigenza: “Spero sia l’ultima volta con questo allenatore. A Gennaio diamo un risveglio a Trinchera. 5 Anni di serie A, zero consolidamento”. Ancora più esplicito Davide Pio Buttazzo, che scrive: “Via di Francesco!! Basta”. Il malcontento nasce anche dalla sensazione che la squadra non riesca a trovare soluzioni alternative quando la partita prende una piega sfavorevole. Antonio Esposito osserva: “La cosa che mi fa pensare è che una squadra che gioca in casa, dopo il primo tempo stai perdendo 1 a 2, e per i secondi 45 minuti non fai nulla per aggredire il Genoa”. Una critica che va oltre il risultato e investe direttamente la capacità del Lecce di reagire nei momenti difficili.

Per molti sostenitori l’esonero rappresenta ormai l’unica strada percorribile per provare a cambiare l’inerzia della stagione. Nicola Neto si rivolge direttamente al presidente Saverio Sticchi Damiani: “Ci vuole una scossa, Saverio, per salvare il salvabile. Esonera Di Francesco e giochiamo a due punte”. Francesco Palma insiste sulla necessità di intervenire subito: “L’unica via è l’esonero. Altrimenti i giocatori non avranno alcuna scossa. Questi siamo, almeno possiamo cambiare il mister”. Dello stesso avviso Gregorio Taddeo: “Ora basta! Via l allenatore! Squadra senza voglia e grinta ci vuole una scossa!!”. Flavio Coluccia aggiunge: “Sempre più deluso l’allenatore va esonerato basta con ste trottole”, mentre Guglielmo Rizzo si limita a un messaggio inequivocabile: “Via il mister subito!!!!”. Anche Gianluigi Palberti chiama in causa la società: “Se avete un minimo di rispetto per questa tifoseria tra un ora Di Francesco sarebbe esonerato”. La richiesta di un cambio in panchina si accompagna dunque alla convinzione che serva un segnale forte per restituire entusiasmo e determinazione a un gruppo apparso in evidente difficoltà.

La contestazione, però, non risparmia la dirigenza e le scelte compiute durante il mercato. Una parte dei tifosi ritiene che le responsabilità dell’allenatore debbano essere condivise con chi ha costruito la rosa. Mauro Mele difende Di Francesco e individua altrove l’origine dei problemi: “Ma che c’entra Di Francesco, la squadra e tecnicamente scarsa grazie a quella cernia di Trinchera, a gennaio servono giocatori di qualità”. Luigi Sansone esprime una valutazione simile: “Squadra scarsa costruita male, l’allenatore con tutti i difetti che può avere non penso che con questi calciatori possa fare molto di più”. Anche Maria Anastasia invita a non concentrare tutte le responsabilità sulla panchina: “Lecce non pervenuto. Di Francesco non ha colpe, il livello della squadra è quello che vediamo in campo, molto basso”. Fabio Muci contesta invece la facilità con cui si individua nell’allenatore il principale responsabile: “Ora tutti contro il mister..Quando gli dai pseudo giocatori come Stulic e Siebert bidoni che rimarranno alla storia, meglio giocare con l uomo in meno. È facile dare la colpa all allenatore”. Posizioni differenti che dimostrano come il dibattito non riguardi soltanto Di Francesco, ma l’intero progetto tecnico del Lecce.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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