L’effetto Belotti insegna: due di B stanno pensando a Patrick Cutrone

Articolo di Flavio Brambilla

Non è da escludere che a gennaio il comasco classe 1998 possa cambiare di nuovo aria.

Non è di certo un grande momento per Patrick Cutrone, che al Monza sta trovando poco spazio in attacco, chiuso com’è dalla rivelazione Gustavo Varela, a segno anche sabato, sia pure su calcio di rigore, a Bologna. E dal dischetto anche l’ex Milan ha avuto la sua opportunità ma la sua conclusione stata neutralizzata dal portiere di casa Skorupski. A inizio stagione il tecnico biancorosso Ivan Juric era stato chiaro: “Vedo Cutrone come una punta centrale” e non a caso al Dall’Ara lo ha fatto subentrare al bomber portoghese.

Non è da escludere che a gennaio il comasco classe 1998 possa cambiare di nuovo aria: in casa Ascoli si sta facendo un ragionamento in tal senso, il rendimento di Andrea Belotti al Modena è un esempio di come la cadetteria possa dare nuova linfa a bomber che in A hanno meno spazio di quanto vorrebbero. Anche l’ambiziosa neopromossa Benevento potrebbe essere della partita.

Il rigore sbagliato all’80′, concesso per un fallo di mani di Zortea, è costato caro al Monza: sul 2-1 per il Bologna, Cutrone avrebbe potuto riportare in parità una gara che i brianzoli avevano aperto già al 4′. Per la squadra di Juric è arrivata la terza sconfitta nelle ultime quattro uscite, mentre l’unico successo in questo lasso di tempo è stato quello contro il Cagliari. Anche nella vigilia della sfida casalinga con il Napoli, del resto, nelle probabili formazioni la prima scelta davanti era Varela, supportato da Robinson e Dany Mota.

Cutrone era arrivato in Brianza il 30 gennaio scorso, quando il Monza militava ancora in Serie B, in prestito dal Como con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Veniva dall’esperienza al Parma, dove era stato titolare fisso fino a novembre per poi scendere nelle gerarchie di Carlos Cuesta, accumulando appena 88 minuti nelle ultime otto uscite dei ducali. In cadetteria l’attaccante aveva già lasciato il segno con il Como: 9 gol nella prima stagione e 14 reti con 5 assist nella seconda, che gli valsero la promozione dei lariani e il premio di MVP della Serie B.

Il peso di Cutrone nelle gerarchie offensive era stato del resto uno dei motivi dell’addio di Andrea Petagna, passato in estate al Pisa a titolo definitivo: Juric aveva infatti già indicato nell’ex Milan la prima scelta come centravanti, relegando l’attaccante triestino, autore di 14 reti con la maglia biancorossa, a un ruolo marginale. Ora, però, la stagione dell’ex rossonero, che in Serie A vanta 169 presenze e 28 gol oltre a una presenza in Nazionale maggiore e 11 reti con l’Under 21, ha preso una piega diversa da quella immaginata.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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