Brocchi: "Vorrei restare per sempre"

L'avventura di Cristian Brocchi sulla panchina del Milan è iniziata con un successo esterno, che mancava da oltre due mesi.
 
Il neo tecnico rossonero, a Tiki Taka, ha raccontato le sensazioni dell'avvicendamento con Mihajlovic: "Non mi aspettavo la chiamata della società: lunedì mi hanno detto che volevano parlarmi ma non avevo assoluta certezza. Potevano anche volermi parlare del settore giovanile".
 
L'allenatore ha confessato di credere in "un calcio offensivo", raggiungibile solo allenando la squadra tutti i giorni. Ci vorrà tempo, ma Sinisa Mihajlovic ha lasciato basi solide: "Lui ha lasciato sicuramente la cultura del lavoro. Io vorrei che l'atteggiamento visto a Genova ci sia anche nelle prossime partite". 
 
Cosa accadrà in futuro non è un'ossessione di Brocchi, che però ha un sogno: "Non lo prendo come pressione, ho l'opportunità di allenare un top club come il Milan ed è la cosa migliore che potesse capitarmi, sto facendo il massimo che posso fare e lo farò fino all'ultimo giorno, che sia il 21 maggio o chissà quando. Vorrei rimanere per sempre, entrare nella storia del Milan, ma non penso a quello che sarà. Penso a raggiungere gli obiettivi del Milan con la massima serenità".
 
L'allenatore è ripartito dai gol di Bacca ("E' un grandissimo attaccante, vede la porta come pochi") e dalle qualità di Balotelli: "Ha avuto un problema che l'ha condizionato, c'è da dare questa attenuante. Nella sua carriera ha avuto dei momenti difficili, ma ti guarda con uno sguardo vero ed è motivato e determinato".
 
 

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