Silvio Berlusconi preannuncia una nuova clamorosa sfida

Il patron del Monza non vede l'ora di affrontare il Milan: "Puntiamo alla promozione in A".

8 Giugno 2020

Il Monza è ufficialmente tornato in B, ma Silvio Berlusconi ha già in mente la serie A. E non nasconde gli ambiziosi progetti che riguardano la squadra brianzola, come si può chiaramente capire dall'intervista che ha rilasciato a 'Il Cittadino'.

"Il mio Monza in B? Mai avuto dubbi - sottolinea il patron biancorosso -. Il Monza è partito in testa e lì è sempre rimasto, aumentando via via il vantaggio fino a 16 punti alla ventisettesima giornata quando abbiamo dovuto fermarci tutti".

E ora la marcia verso l'alto non è destinata ad arrestarsi: "Il Monza allestirà una squadra per puntare al vertice della Serie B. La promozione dipende, si sa, da tanti fattori, alcuni dei quali imprevedibili. Quelli prevedibili invece li abbiamo ben presenti e faremo del nostro meglio per sfruttarli a nostro vantaggio".

E Berlusconi, entrato nella storia del calcio come presidente di un Milan dominante, racconta di un amore nato da lontano anche per il suo Monza: "Ho sempre seguito il Monza con grande simpatia, abitando ad Arcore ormai da più di trent'anni. Conoscevo il presidente Valentino Giambelli fin dagli anni '80: ricordo anzi di aver visto assieme a lui la finale di Coppa Italia Monza-Palermo alla fine della stagione sportiva 1987/1988. E conosco ovviamente Felice Colombo, con cui ho sempre avuto rapporti molto cordiali".

C'è anche chi già considera il Monza la "terza squadra di Milano", una definizione che non convince il patron: "È un complimento che può far piacere. Ma il Monza non è la terza squadra di Milano, è la squadra della città di Monza, della Brianza e dei suoi 900.000 abitanti. Monza è diversa da Milano, ha una sua chiara identità. E i suoi imprenditori rappresentano il meglio dell’imprenditoria italiana, anche in periodo di Covid".

Il suo nuovo spirito da presidente, comunque, non è cambiato. "L'innamoramento per una squadra che senti tua e lo è, non può essere che totale - spiega infatti Berlusconi -. E con i ragazzi e l'allenatore faccio quello che ho sempre fatto al Milan. Li sento, li consiglio, li stimolo, li complimento per il loro comportamento in campo, mi spingo a fare delle osservazioni se c'è nel loro comportamento qualcosa che non va. Insomma non ho perso le mie buone abitudini di sempre".

©Cristian Lovati

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