Sandro Sabatini punzecchia Beppe Marotta e Fabrizio Biasin

Articolo di Martino Davidi

"Eravate orfani di Inzaghi o adoratori di Fabregas e sinceramente non si sa tanto bene perché" tuona l'ex capo ufficio stampa nerazzurro.

Sandro Sabatini, nel corso del podcast Numer1, non si è tirato indietro: “Mi rivolgo a Biasin, a Marotta, a tutti gli allievi e seguaci – ha detto il giornalista -. Domando: siete contenti di aver vinto lo scudetto? Sì. Dovete essere contenti senza bisogno che ve lo dica io. Questa è una grande impresa di Chivu, sta gestendo e ha gestito nel migliore dei modi un passaggio epocale da un ciclo all’altro e lo dovete dire voi che eravate orfani di Simone Inzaghi o adoratori di Cesc Fabregas e sinceramente non si sa tanto bene perché”.

“Lo dovete dire anche quando faccio una provocazione: l’anno scorso andava bene? Non vi andava bene anche se avete fatto finale di Champions, semifinale di Coppa Italia e secondo posto in campionato e non vi dovete offendere. Mi dite tanto dei videini ma io il mio pronostico ad inizio anno l’ho fatto e ho messo Inter prima, Napoli secondo e Juventus terza. Perché non lo dite adesso? E fatela finita poi con gli arbitri, la madre di tutte le polemiche quest’anno è stata un’altra e la sapete” ha aggiunto l’ex capo ufficio stampa dei nerazzurri.

Non è la prima volta che Sabatini si trova a commentare le vicende nerazzurre con toni pungenti. Lo scorso febbraio, il giornalista era intervenuto ai microfoni di Radio Marte per criticare alcune dichiarazioni di Chivu riguardanti Diego Armando Maradona, mostrandosi decisamente caustico: “Sono rimasto stupito dalle frasi del tecnico nerazzurro su Maradona. Bastoni e Maradona nella stessa frase non ci possono stare”. Un episodio che aveva fatto discutere e che testimonia come il rapporto tra Sabatini e l’ambiente interista sia da sempre caratterizzato da scambi accesi e mai banali.

Dal canto suo, Fabrizio Biasin — uno dei diretti destinatari delle stoccate di Sabatini — aveva difeso la sua Inter anche nei momenti più difficili della stagione. A fine marzo, quando i nerazzurri pagavano a caro prezzo l’assenza di Lautaro Martinez, il giornalista aveva scritto sui social: “Qualunque tifoso dell’Inter l’estate scorsa avrebbe firmato per arrivare a inizio aprile in una situazione del genere; qualunque avversaria dei nerazzurri guardando questa classifica difficilmente avrebbe sorriso”. Parole che, alla luce dello scudetto poi conquistato, sembrano oggi una profezia più che una difesa d’ufficio.

Sul fronte mercato, intanto, il futuro dell’Inter che ha vinto il titolo è già oggetto di riflessione. La dirigenza nerazzurra ha lavorato nel corso della stagione per programmare il restyling della rosa, con particolare attenzione al reparto difensivo dopo i quasi certi addii di veterani come Acerbi e De Vrij, entrambi in scadenza di contratto. Tra i profili seguiti figura Jhon Lucumí del Bologna, individuato come opzione sostenibile economicamente con una valutazione attorno ai 20 milioni di euro, anche in ottica di copertura nel caso di un eventuale assalto del Barcellona ad Alessandro Bastoni.

Capitolo allenatore: il nome di Simone Inzaghi, più volte evocato dalla piazza nerazzurra come rimpianto, torna a circolare in chiave di mercato, ma stavolta in casa Milan. L’esperienza del tecnico piacentino in Arabia Saudita potrebbe non durare a lungo, e i rossoneri — alle prese con la scelta del dopo Allegri, sempre più proiettato verso la panchina della Nazionale — lo starebbero monitorando come possibile soluzione per il futuro. Un’ipotesi clamorosa che, se dovesse concretizzarsi, riporterebbe Inzaghi in Serie A ma sull’altra sponda del Naviglio.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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