Maurizio Sarri contro i tifosi della Juventus: “Non si rendono conto”

Articolo di Marco Enzo Venturini

Anche l'allenatore dell'Atalanta commenta severamente l'atteggiamento di alcuni tifosi della Juventus durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola.

Anche Maurizio Sarri è intervenuto su uno dei momenti più discussi di Juventus-Atalanta, che si è peraltro consumato non in campo ma sugli spalti: la decisione di un gruppo di sostenitori bianconeri di voltarsi di spalle durante il minuto di raccoglimento per ricordare Sandro Mazzola. “Ho provato una brutta sensazione – ha ammesso il tecnico degli orobici -. Forse nasce da una generazione che non si rende conto di ciò che ha fatto Mazzola, indipendentemente dalla maglia che indossava. Anche se ha sempre giocato per altri, rendere omaggio a un personaggio simile è il minimo”.

La scena si è consumata prima del calcio d’inizio dell’Allianz Stadium, quando alcuni ultras bianconeri hanno voltato le spalle al campo intonando cori dedicati a Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli, tre figure indissolubilmente legate alla storia della Juventus. Dagli altri settori dello stadio sono partiti applausi nel tentativo di coprire i cori, che però sono rimasti chiaramente percepibili durante il minuto dedicato alla leggenda dell’Inter e della Nazionale, scomparsa sabato a 83 anni.

L’episodio ha suscitato immediate reazioni sui social. Tra le voci più dure si è distinta quella di Lucrezia Capuano, nota tifosa interista e influencer con una seguitissima pagina Facebook, che ha chiesto provvedimenti espliciti: “Vedere anche delle donne fare tutto questo mi fa profondamente vergognare che appartengano al mio stesso sesso. Ribadisco, questa gente va identificata ed in uno stadio non deve più mettere piede. Inneggiano Scirea, un gran signore che non sono degni nemmeno di nominare. 1000 Sandrino e 1000 Scirea tutta la vita. Il rispetto prima di tutto”.

A ricordare la grandezza di Mazzola è stato anche Gianni Rivera, che in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ ha parlato con commozione del suo storico rivale e compagno di Nazionale: “Io e Sandro Mazzola avevamo un ottimo rapporto. È vero, giocavamo in squadre diverse, ma ci rispettavamo entrambi e insieme abbiamo fatto una grande strada, nell’interesse di tutti gli altri calciatori”. I due avevano tra l’altro condiviso un percorso fondamentale per la categoria, come ha ricordato lo stesso Rivera: “Abbiamo vissuto insieme un periodo molto bello del calcio italiano, convinti anche di aver dato un contributo alla nascita dell’associazione calciatori, una conquista importante per tutta la categoria. Sandro era una persona amabile. Stavamo bene insieme”.

Intervenuto anche a ‘Radio Rai 1’, Rivera ha aggiunto un ulteriore tassello al ritratto di Mazzola: “È stato, innanzitutto, un avversario importante perché giocava nell’altra squadra di Milano. Ma avevamo anche un rapporto di amicizia visto che giocavamo insieme in Nazionale. E c’è stato un periodo in cui hanno deciso di farci giocare alternativamente, non abbiamo mai capito perché”. Parole che restituiscono la statura di un campione capace di andare oltre le rivalità di club, e che rendono ancora più stonato il gesto di chi, sugli spalti dell’Allianz Stadium, ha scelto di non rendergli omaggio.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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