Lautaro Martinez, per il derby serve un mezzo miracolo

Articolo di Aldo Seghedoni

Le brutte sensazioni della vigilia trovano conferma negli esami.

Le brutte sensazioni della vigilia hanno trovato conferma negli esami ai quali Lautaro Martinez si è sottoposto: ha riportato un risentimento al soleo del polpaccio sinistro, accusato durante la sfortunata trasferta di Champions contro il Bodo/Glimt. Le sue condizioni verranno rivalutate tra una settimana, ma il derby appare già compromesso. I tempi di recupero stimati sono di almeno tre settimane, con il rischio di arrivare a un mese di stop.

Per l’attaccante argentino e per l’Inter è un duro colpo: salterà sicuramente cinque partite, ma il numero potrebbe salire fino a nove, a seconda dell’entità del problema, non specificata nel comunicato ufficiale. La nota del club spiega che Lautaro si è sottoposto in mattinata ad accertamenti clinici e strumentali all’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare al soleo sinistro. La situazione sarà riesaminata nei prossimi giorni.

In calendario, il capitano nerazzurro mancherà certamente contro Lecce in campionato, nel ritorno dei playoff di Champions contro il Bodo/Glimt, in campionato contro il Genoa e nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como. Anche la sfida con il Milan dell’8 marzo sembra fuori portata. Restano poi da valutare gli eventuali ottavi di finale di Champions, in caso di qualificazione.

Uno spiraglio potrebbe aprirsi per Inter-Atalanta del 15 marzo o per Fiorentina-Inter del 22 marzo, ma c’è una variabile importante: se Lautaro dovesse rientrare per una di queste gare, l’Argentina potrebbe sentirsi autorizzata a convocarlo per la Finalissima contro la Spagna del 27 marzo e per l’amichevole con il Qatar del 31.

Se invece tra una settimana gli esami dovessero evidenziare un infortunio più serio, club e giocatore potrebbero optare per una gestione più prudente, sfruttando anche la sosta per completare il recupero. In quel caso, il rientro potrebbe slittare alla sfida con la Roma del 4 aprile.

Resta comunque una speranza legata alla sua nota capacità di recuperare in fretta, alla resistenza al dolore e al carattere combattivo che spesso gli hanno permesso di accorciare i tempi di rientro.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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