La Juventus vince ma non convince: solo Miretti piega lo Standard Liegi

Articolo di Marco Enzo Venturini

Altra prova opaca per la Juventus "estiva" di Luciano Spalletti: dopo lo 0-0 di Basilea arriva uno scialbo 1-0 a Liegi con lo Standard.

La Juventus di Luciano Spalletti si sblocca a Liegi, ma continua a non convincere. Dopo il deludente 0-0 di Basilea contro gli svizzeri allenati dall’ex Lichtsteiner, i bianconeri riescono a prevalere sullo Standard con uno striminzito 1-0. Decisiva la punizione di Fabio Miretti al 55′, in una serata in cui le tante assenze non bastano come attenuante per promuovere la squadra una prova piuttosto scialba in terra belga.

Non mancava la curiosità per alcune scelte di Spalletti, che ha riproposto da titolare il rientrante Douglas Luiz e affidato inizialmente l’attacco ai giovani Durmisi, Licina e Adzic. Proprio quest’ultimo ha creato la prima occasione in un primo tempo in cui la Juventus ha in realtà soprattutto rischiato quando lo Standard Liegi si è presentato in avanti con Nkada e Trouillet che hanno entrambi graziato i bianconeri (grave, nel secondo caso, un errore palla al piede di Cambiaso). Nella ripresa è arrivato l’atteso debutto di Celik, in campo dal primo minuto insieme (tra gli altri) a Joao Mario e Arthur. Tra i subentrati anche Miretti, autore del gol partita grazie a un bolide su una punizione a due. Poi due volte decisivo Perin, a riprova di una serata opaca per la Vecchia Signora.

Da segnalare l’assenza di Lois Openda, che pure era stato convocato per questa trasferta belga nonostante la sua cessione al Lione sia ormai cosa fatta. L’attaccante belga, reduce da una stagione disastrosa in bianconero con appena una rete in ventiquattro presenze, si trasferirà in Francia in prestito oneroso per 3 milioni di euro, con il pesante ingaggio da 7,5 milioni lordi interamente a carico del club transalpino. Un’operazione che la Juventus era costretta a chiudere, considerando che il giocatore — prelevato dal Lipsia la scorsa estate per una cifra vicina ai 45 milioni — è oggi valutato appena una ventina di milioni e nessun club si era fatto avanti per un trasferimento a titolo definitivo.

La partita di Liegi ha confermato le difficoltà di una rosa ancora in piena costruzione. Spalletti ha dovuto fare a meno di Thuram, Yildiz, Bremer, Milik, Zhegrova e Koopmeiners, tutti in ritardo di preparazione, oltre che del neo acquisto Ekhator, fermo per un problema fisico, e dei nazionali rientrati dal Mondiale in Nord America come Jonathan David e Francisco Conceiçao. Un’emergenza che rispecchia fedelmente il malumore del tecnico toscano, che nei giorni scorsi non aveva nascosto la propria irritazione per un mercato iniziato a rilento: “Ragazzi, cambiate passo! Io resterò qui, ma molti di voi andranno via”, avrebbe detto Spalletti ai giocatori negli spogliatoi della Continassa.

Sul fronte mercato, tiene banco anche il futuro di Vasilije Adzic, che pure nella partita di sabato sera ha offerto qualche spunto interessante. Il giovane montenegrino è considerato un esubero da Spalletti e su di lui si sono mossi Cagliari e Genoa, con i sardi che sembrerebbero in pole grazie all’interesse diretto del tecnico Fabio Pisacane. Nella stagione appena conclusa il classe 2006 ha collezionato appena 123 minuti in campionato, un minutaggio che non gli ha permesso di esprimersi con continuità nonostante le qualità intraviste dallo stesso allenatore bianconero.

Intanto resta aperta la questione portiere. L’ipotesi Dibu Martinez è ormai definitivamente tramontata dopo la chiusura netta dell’Aston Villa, mentre la pista Suzuki si è complicata con il Newcastle pronto a soffiarlo al Parma per circa 30 milioni. In questo scenario la dirigenza bianconera starebbe accelerando per Noah Atubolu, portiere classe 2002 del Friburgo, il cui contratto scade nel 2027 e sul quale si registra la concorrenza di diversi club europei tra cui Aston Villa, Bournemouth, Brighton e Atletico Madrid.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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