La pesante sconfitta contro la Lazio ha aumentato notevolmente le possibilità di un cambio di rotta in casa bianconera.
La Juventus sta vivendo una situazione molto complicata: nelle prime 7 giornate di campionato i bianconeri hanno totalizzato appena 11 punti (poco più della metà rispetto al bottino dell’Inter capolista) e la pesante sconfitta contro la Lazio ha provocato forti malumori anche nello spogliatoio.
Gleison Bremer, capitano e leader della Vecchia Signora, ha usato parole forti dopo il KO contro la squadra di Gennaro Gattuso: “Non punto il dito, ognuno ha il suo carattere. Ma c’è gente che sente i fischi e si nasconde, chi ha paura e chi no. Io arrivo fino a un certo, non posso portare tutti in braccio”.
Luciano Spalletti è sempre più a rischio e molti tifosi bianconeri sui social stanno invocando il ritorno di Antonio Conte. Oltre al tecnico leccese ci sono anche Didier Deschamps, Stefano Pioli e Vincenzo Montella sulla lista dei possibili sostituti di Spalletti.
I numeri del mister toscano sono peggiori di quelli di Igor Tudor e le critiche dei tifosi e della stampa si fanno sempre più forti. Particolarmente pungente quella della Gazzetta dello Sport, che ha definito l’attuale Juventus “un mostro deforme”: “Non c’è più Luciano Spalletti, quello vero di un tempo, che inventava con genio e coraggio. Ora c’è un reduce, forse traumatizzato dall’esperienza azzurra, che ha paura degli avversari”.
Secondo la rosea, Spalletti ha tradito se stesso: “Dopo un anno di lavoro, non c’è uno straccio di identità. Questo è ciò che spaventa di più per il futuro. Spalletti non ha nel dna le dimissioni che avrebbero un senso. Un tempo snobbava gli avversari e imponeva le sue ide. In uno Stadium livido di rabbia, Spalletti fa ciò che gli riesce meglio: il lancio isterico di dadi. Cinque punte, in campo non c’è più una squadra, ma un mostro deforme a 5 teste. Ma non si vive di dadi. La buona sorte quasi sempre sta con chi se la merita”.