In un'intervista a 'Sololaroma.it', Antonio Tempestilli si sofferma sulle polemiche sollevate ultimamente dal VAR, ma anche sulla Roma di Gasperini
Antonio Tempestilli, volto storico della Roma sia da giocatore (vestì la casacca giallorossa tra il 1987 e il 1993) sia in seguito da allenatore e dirigente, rompe il silenzio su uno dei temi più divisivi delle ultime settimane: il VAR. In un’intervista rilasciata in esclusiva a ‘Sololaroma.it’, il difensore ai tempi di Nils Liedholm, Gigi Radice e Ottavio Bianchi non ha bocciato lo strumento. Casomai, a suo giudizio, è il modo di utilizzarlo che va perfezionato.
“Il VAR è nato per agevolare gli arbitri, aiutarli e supportarli”, ha dichiarato Tempestilli. Secondo cui, quindi, non si è in presenza di un sistema da abolire, ma da rendere più leggibile. “Non si capisce quando debba intervenire e quando no. Sicuramente il protocollo è da rivedere”, ha sottolineato. Per poi precisare quale sia l’elemento che scatena la maggiore rabbia per tifosi, ma anche addetti ai lavori: “L’incoerenza, senza dubbio”.
“Vedere un episodio dal campo o in televisione è diverso – ha comunque precisato Tempestilli a ‘Sololaroma.it’ -. Bisogna partire sempre dalla buona fede, ma credo sia necessario apportare qualche modifica al protocollo e al regolamento. L’interpretazione lascia spazio a troppe discussioni”. Eppure c’è un aspetto nelle proteste contro il VAR che la bandiera della Roma non condivide: “Creare alibi non fa bene, non aiuta. Bisogna continuare a essere più forti degli errori e andare avanti, senza cercare scuse. È giusto che, se c’è qualcosa da rimarcare, lo facciano i dirigenti nei modi e nei tempi opportuni”.
Non manca, da parte di Tempestilli, un’analisi sulla nuova Roma targata Gian Piero Gasperini. Una squadra che l’ex difensore ritiene abbia già un marchio di fabbrica ben definito: “Ha dimostrato di competere, senza dover snaturarsi. Questa proprietà, poi, ha investito molti soldi… forse in alcuni casi non nel modo migliore, ma non si può dire che non abbia speso. Io non vedo un grande problema”.
C’è poi un aspetto che Gasperini ha dovuto affrontare in giallorosso. “In piazze importanti come Roma, Milano o Napoli, la pressione è notevole. Serve pelo sullo stomaco. Oggi con i social è davvero difficile: quello che si legge e si dice è spesso indescrivibile. I giocatori poi sanno chi è più forte e chi è meno forte. E se un giocatore importante si mette a disposizione del gruppo, è un vantaggio per tutti”. Quest’ultimo riferimento è a Donyell Malen: “Ha caratteristiche che si adattano bene a quello che chiede il mister. Ma va supportato dalla squadra: da solo non può vincere le partite”, parola di Antonio Tempestilli.