Ripescaggio Italia ai Mondiali, tra caos e incertezze c’è chi emette la sua sentenza

Articolo di Nicola Lama

La rassegna iridata inizia fra più di due settimane ma fa già discutere: anche Victor Hugo Morales è critico.

Il Mondiale 2026 non è ancora iniziato, ma è già uno dei più discussi della storia. Le polemiche erano iniziate già dall’annuncio della tripla sede (Stati Uniti, Canada e Messico) e del nuovo format a 48 squadre, ma si sono acuite negli ultimi mesi visto un quadro geopolitico incandescente che continua a generare incertezze, tra le quali c’è anche quella che riguarda da vicino l’Italia: la possibilità, remota ma ancora viva, di un ripescaggio dell’ultimo minuto.

A riaccendere il dibattito nelle ultime ore sono state le parole di Victor Hugo Morales, storica voce del calcio sudamericano (celeberrimo il suo “Barrilete cosmico” con cui ribattezzò Diego Armando Maradona dopo il “Gol del secolo” l’Inghilterra ai Mondiali del 1986), intervenuto ai microfoni di Radio CRC. Un giudizio durissimo, che fotografa un malessere diffuso verso un torneo percepito sempre più come un prodotto commerciale e sempre meno come un evento sportivo.

“Non amo il Mondiale che verrà disputato tra qualche mese – ha detto -. Mi sembra una vera operazione di marketing dove si vanno a disputare le partite in tre paesi diversi tra cui gli Stati Uniti, dove c’è una grande distanza tra una città e l’altra, ci sono 48 squadre in competizione e la prima parte di esso è solo per alimentare il negozio del calcio. Non mi piace così, è solo marketing.

Morales non si è fermato qui, puntando il dito anche sul contesto politico e internazionale: “Giocare in Messico, in Canada e negli Stati Uniti poiché lo impone il marketing non mi va bene, non mi piace il fatto che ci siano 48 squadre e che si giochi nel momento in cui Trump è Presidente degli Stati Uniti, con un clima internazionale molto teso e un conflitto in atto. Seguirò questo Mondiale di calcio solo professionalmente, senza quell’amore che ho per questo sport”.

A rendere il quadro complesso c’è la situazione di Iran e Repubblica Democratica del Congo. La partecipazione del Team Melli è ormai quasi certa ma la federazione locale ha dovuto muoversi in un labirinto burocratico non da poco, spiazzando inoltre il Governo USA con la decisione di spostare la propria base in Messico. La nazionale congolese è invece alle prese con le restrizioni legate all’epidemia di virus Ebola ed è costretta a una sorta di “bolla” sanitaria in Belgio, dalla quale uscirà praticamente a ridosso della prima partita.

Gli Azzurri, in questa situazione, restano alla finestra. Nessuno, a livello politico-sportivo, sta alimentando illusioni, ma la possibilità di un ripescaggio legata a un eventuale forfait, anche all’ultimo minuto, di Iran o Repubblica Democratica del Congo, non si può ancora definitivamente escludere. Le regole prevedono margini di intervento straordinario in caso di emergenze geopolitiche o sanitarie, e l’Italia, per ranking e pedigree, sarebbe tra le prime candidate.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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