Le polemiche si susseguono senza soluzione di continuità, a pochi giorni dall'inizio della rassegna iridata.
Il Mondiale 2026 non è ancora iniziato, ma la FIFA è di nuovo nel mirino. L’ultima decisione che fa discutere riguarda una lunga lista di divieti destinati a cambiare, anche di parecchio, l’atmosfera sugli spalti. Niente niente trombette, niente fischietti, niente strumenti capaci di creare ‘rumore eccessivo’: un colpo di spugna che cancella in un attimo alcune delle immagini più iconiche dei tornei passati.
Il nuovo codice di condotta per gli stadi del Mondiale, in particolare, mette al bando le celebri vuvuzelas, assordante sottofondo delle partite di Sudafrica 2010. Non ci sarà spazio nemmeno per corni da stadio, fischietti, trombette ad aria e qualsiasi dispositivo in grado di generare un volume considerato ‘disturbante’. Ma non è tutto, perché per motivi di sicurezza la FIFA ha vietato anche laser e puntatori luminosi, strumenti che negli ultimi anni hanno creato più di un problema a giocatori e arbitri.
A sorpresa, poi, nella lista nera sono finite, sempre per questioni (a detta degli organizzatori) legate a possibili utilizzi impropri, anche le borracce riutilizzabili, proibite in tutti gli stadi del torneo. Il regolamento entra poi nel dettaglio del comportamento sugli spalti: niente body painting considerato ‘abbigliamento’, niente nudità, niente gesti espliciti. Chi non rispetta le norme rischia l’espulsione immediata dal settore o il divieto d’ingresso.
Le decisioni della FIFA sono finite nel mirino di diversi critici, che accusano la Federazione internazionale di voler creare un ambiente ‘asettico’, un prodotto dedicato più alla presentazione televisiva delle partite che alla passione che i tifosi portano negli stadi. La sensazione è che la FIFA stia cercando di mettere ordine in un torneo che, a poche settimane dal via, continua a presentare imprevisti e criticità.
Ed è qui che il discorso torna inevitabilmente al tema che in Italia tiene banco da settimane: l’ipotesi, non ancora tramontata al cento per cento, di ripescaggio degli Azzurri. Perché mentre la Federazione internazionale si concentra su trombette, laser e dress code, resta aperto il dossier più delicato: quello delle nazionali a rischio forfait per motivi geopolitici, sanitari o logistici. Iran e Repubblica Democratica del Congo restano casi monitorati, e il regolamento prevede margini di intervento straordinario fino all’ultimo minuto.
Fra divieti e nuove regole, insomma, la FIFA prova a blindare il Mondiale. Ma tra tensioni internazionali, problemi organizzativi e incognite dell’ultim’ora, l’impressione è che la porta, volente o nolente, resti ancora socchiusa visto lo scenario imprevedibilie.