"Le loro rassicurazioni sono sempre più lontane dalla realtà dei fatti" scrive il Tehran Times.
A meno di una settimana dall’inizio della Coppa del Mondo di calcio continua a far discutere la situazione della nazionale iraniana. Le autorità statunitensi hanno concesso il visto ai calciatori ma non ad alcuni membri della delegazione del Team Melli e la federazione di Tehran non l’ha presa affatto bene.
Il Tehran Times ha pubblicato un durissimo articolo contro la FIFA: “La FIFA ha ripetutamente sostenuto l’idea che il calcio appartenga a tutti e che tutte le nazioni partecipanti debbano godere di pari condizioni ai Mondiali. Eppure, con l’avvicinarsi della competizione, gli eventi che coinvolgono la nazionale iraniana mettono ancora una volta in luce la scomoda realtà che questo principio spesso rimane poco più di uno slogan”.
“Ciò che rende la situazione particolarmente preoccupante – si legge nell’articolo dello stimato giornalista Farrokh Hesabi – è che i funzionari della FIFA avevano precedentemente assicurato alle autorità iraniane che gli ostacoli legati ai visti non avrebbero impedito la piena partecipazione del Paese alla competizione. Le loro rassicurazioni sono sempre più lontane dalla realtà dei fatti. La questione non è meramente burocratica. Le moderne squadre di calcio internazionali si affidano a una complessa rete di personale di supporto, tra cui amministratori, analisti, personale medico, coordinatori logistici e assistenti tecnici. La loro presenza è spesso essenziale per la preparazione e le prestazioni della squadra. Negare l’accesso a membri chiave di una delegazione crea inevitabilmente svantaggi competitivi e inutili incertezze”.
“Per essere chiari, questo problema va oltre l’Iran: riguarda la credibilità stessa della Coppa del Mondo. Se un Paese ospitante può limitare o ritardare l’accesso ai membri di una delegazione nazionale qualificata, allora il principio di pari partecipazione diventa condizionale anziché universale. Questo rappresenta un pericoloso precedente per un torneo che pretende di rappresentare l’intero mondo del calcio”.
“Il fatto che la FIFA sia stata costretta a negoziare all’ultimo minuto per garantire la partecipazione dei membri di una delegazione ai Mondiali dovrebbe preoccupare chiunque creda che lo sport debba rimanere indipendente dalle dispute politiche” conclude l’articolo.