Mondiali 2026, Tunisia: dal caos spunta Hervé Renard

Articolo di Francesco Lucivero

Il francese aveva guidato l'Arabia Saudita alla qualificazione, salvo essere esonerato poche settimane fa. Ora la nuova inattesa occasione.

La Tunisia riparte da Hervé Renard. Dopo l’esonero di Sabri Lamouchi, arrivato in pieno Mondiale 2026 in seguito al pesantissimo 5‑1 incassato contro la Svezia e alle tensioni interne esplose nel post‑gara, la Federazione tunisina ha scelto di affidarsi a un tecnico che ha costruito la propria carriera spesso in contesti difficili, diventando una sorta di icona del cosiddetto calcio “di periferia”.

Renard, 57 anni, ha attraversato mezzo mondo: ha allenato a livello di club anche in Algeria e Vietnam, prima di imporsi definitivamente come selezionatore internazionale. La sua fama nasce soprattutto in Africa, dove ha scritto pagine irripetibili: è stato, infatti, il primo tecnico della storia ad aver vinto la Coppa d’Africa con due nazionali diverse, trionfando con lo Zambia nel 2012 e con la Costa d’Avorio nel 2015.

Il suo percorso lo ha poi portato alla guida del Marocco, della Francia femminile e soprattutto dell’Arabia Saudita, con cui ha firmato una delle imprese più clamorose della storia recente dei Mondiali: la vittoria sull’Argentina di Leo Messi nella gara d’esordio di Qatar 2022. Renard era tornato alla guida dei sauditi dopo l’esonero di Roberto Mancini, prima di un sorprendente divorzio a poche settimane dai Mondiali che lo aveva momentaneamente lasciato senza panchina.

Ora la chiamata della Tunisia, arrivata in un momento di piena emergenza sportiva. Dopo il caos seguito alla sconfitta con la Svezia, con liti interne, un alterco che avrebbe coinvolto il figlio di Lamouchi e un clima giudicato ingestibile dalla Federazione, la Nazionale nordafricana ha deciso di affidarsi a un profilo esperto, abituato a lavorare in contesti complessi e a ricostruire identità e competitività.

Renard guiderà la squadra già dalle prossime due partite contro Giappone e Olanda, decisive per provare a rientrare nella corsa alla qualificazione: se le prime due posizioni sembrano complicate, il terzo posto potrebbe comunque aprire la porta ai sedicesimi, a seconda dei punti e della differenza reti.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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