Caso politico dopo la battuta del presidente della FIFA sulla mancata qualificazione degli Azzurri
Il presidente della FIFA Gianni Infantino deride l’Italia non qualificata ai Mondiali e innesca un caso politico. Ad intervenire è stato lo stesso ministro dello Sport Andrea Abodi a margine di un evento a Roma: “Infantino? Devo parlarci perché una cosa sono le informazioni riportate e un’altra è parlarne direttamente. Preferisco prima fare una verifica e poi esprimermi. Se mi sentirò con lui? Penso e spero proprio di sì, nonostante i suoi impegni. Cercherò di farlo perché mi interessa sapere qual è il suo pensiero in maniera diretta perché le parole riportare non mi sono piaciute”.
L’uscita di Infantino ha avuto reazioni bipartisan in Parlamento: il deputato del Movimento Cinque Stelle Gaetano Amato si è espresso duramente. “A Gianni Infantino piace fare lo spiritoso sull’Italia che non si è qualificata ai Mondiali? Si ricordi che non parla da tifoso al bancone di un bar, ma da presidente della Fifa. Un ruolo che ricopre anche grazie al sostegno della federazione italiana e che dovrebbe imporre equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni. Siamo i primi a vergognarci del declino della nostra Nazionale e del disastro in cui versa il calcio italiano, non abbiamo bisogno delle sue battutine da quattro soldi per accorgercene. Deridere l’Italia è un esercizio di rara pochezza, soprattutto da parte di chi dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale”, le parole sui social.
Così Gasparri di Forza Italia: “Il presidente della Fifa, da italiano d’origine, dovrebbe avere più rispetto per la storia di quattro volte campioni del mondo. L’ironia infantile sul numero delle squadre non colpisce la Federazione di oggi: offende Pozzo, Bearzot e generazioni campioni e di tifosi. Dopo questa parentesi di difficoltà sportiva l’Italia calcistica continuerà a essere protagonista, così come lo è stata per decenni”.
Questa la battuta di Infantino alla tv brasiliana CazéTV: “Prima dobbiamo vedere come andrà questa Coppa del Mondo con 48 nazionali. È già un evento molto grande. Abbiamo discusso di un Mondiale con 64 squadre, con un coinvolgimento ancora più ampio a livello globale. Se n’è parlato anche nel Consiglio FIFA, ma per ora godiamoci questa edizione a 48. Forse con 64 squadre l’Italia riuscirà a qualificarsi. Chissà, magari dovremmo arrivare a 208…”.