La situazione si sta surriscaldando nel ritiro della selezione lusitana
Tutti contro tutti nel Portogallo: la situazione nel ritiro della selezione lusitana si sta surriscaldando dopo la partita d’esordio negativa contro il Congo. Al centro di tutto c’è la leggenda Cristiano Ronaldo, criticatissima in patria per la sua prestazione negativa contro gli africani, ma comunque sempre un uomo chiave dello spogliatoio della selezione di Martinez, che rischia di lacerarsi in pieno Mondiale.
Significativo l’ennesimo caso mediatico esploso nelle ultime ore. La compagna di CR7, Georgina Rodriguez, ha risposto polemicamente ad un presunto post di Madalena Aragão, compagna di João Neves, che aveva accusato Ronaldo di essere egoista.
“Wow questa generazione è proprio forte”, ha scritto ironica Georgina con una serie di emoji sorridenti. Il post di Madalena Aragão si è però rivelato un messaggio falso, uno screenshot montato ad arte e diventato virale sui social che ha tratto in inganno anche la compagna di Ronaldo. La reazione di Georgina è però un segnale che la situazione di sta surriscaldando e la posizione di leader dell’ex fuoriclasse di Juventus, Manchester United e Real Madrid è sempre più in bilico.
Il quotidiano A Bola ha pubblicato un editoriale durissimo nei confronti di Ronaldo, pur riconoscendone il valore storico: “L’intero Paese gli è debitore. Proprio per questo, fa male assistere alla fine di un’era. A 41 anni, Cristiano non è più il giocatore che era a 31”. Secondo il giornale lusitano, le responsabilità sarebbero molteplici: Ronaldo stesso, per non aver saputo riconoscere il momento del ritiro, il ct Roberto Martínez, accusato di essere “sottomesso” e incapace di gestire la transizione, e infine l’entourage del campione, colpevole di alimentargli “la falsa idea che possa ancora caricarsi la Nazionale sulle spalle da solo”.
Le critiche sui social erano esplose già nella serata del 17 giugno, al termine del pareggio per 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo a Houston. Ronaldo era rimasto in campo per tutti i 90 minuti più recupero senza lasciare il segno, mancando due buone occasioni nella ripresa. Da una parte c’è chi chiede a Martínez di ridurne il minutaggio, sostenendo che “a 41 anni non puoi reggere 90 minuti ad alta intensità, soprattutto se giochi in Arabia Saudita, anche se ti chiami Ronaldo”. Dall’altra, un fronte altrettanto compatto respinge le accuse come “puro hating”, scaricando le responsabilità sull’intera squadra portoghese, giudicata sotto ritmo e priva di idee collettive.