Anche il presidente federale Giovanni Malagò ha voluto ricordare la figura del leggendario campione, scomparso a 83 anni.
Il calcio italiano si stringe nel ricordo di Sandro Mazzola. Dopo la scomparsa dell’ex campione dell’Inter e della Nazionale, avvenuta nella notte fra venersì e sabato all’età di 83 anni, la FIGC, unendosi al cordoglio della famiglia, ha disposto che venga osservato un minuto di raccoglimento in occasione di tutte le gare delle competizioni in programma nel fine settimana. La Federazione ha inoltre deciso di esporre le bandiere a mezz’asta sia nella sede di Roma sia al Centro Tecnico Federale di Coverciano.
“La scomparsa di Sandro Mazzola è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano – ha dichiarato ai canali ufficiali della Federcalcio il presidente Giovanni Malagò -. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”.
Figlio di Valentino Mazzola, simbolo del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro ha scritto a sua volta una pagina indelebile della storia del calcio italiano. Con la maglia dell’Inter, vestita dal 1961 al 1977, ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, diventando uno dei volti più rappresentativi della Grande Inter.
Straordinario anche il suo percorso con la Nazionale azzurra, con cui ha collezionato 70 presenze e 22 reti. Nel 1968 si laureò campione d’Europa e in carriera partecipò a tre edizioni della Coppa del Mondo, raggiungendo la finale di Messico ’70, edizione dei Mondiali rimasta nella memoria collettiva anche per la celebre staffetta con Gianni Rivera. Nel 2014 il suo nome è entrato nella Hall of Fame del Calcio Italiano.