Il leggendario centrocampista e capitano nerazzurro si è spento all'età di 83 anni.
Inter e tutto il calcio italiano in lutto per Sandro Mazzola: il leggendario centrocampista e capitano nerazzurro si è spento all’età di 83 anni. “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari” si legge nella nota del club meneghino.
Figlio di Valentino, storico capitano del Grande Torino, Sandro ha legato tutta la sua carriera all’Inter, indossando la maglia nerazzurra per 17 stagioni, dal 1960 al 1977. In questo lungo periodo ha conquistato praticamente ogni trofeo: quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. A livello individuale è stato capocannoniere sia in Serie A sia in Coppa dei Campioni e, nel 1971, si è classificato secondo nella corsa al Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff. Anche con la Nazionale italiana ha raggiunto un importante traguardo, vincendo il Campionato Europeo nel 1968.
Mazzola esordì in azzurro nel 1963, a soli vent’anni. Era un giocatore offensivo molto completo: rapido, tecnico, capace di dribblare, creare occasioni e segnare. Poteva giocare da mezzala, trequartista o in posizione più avanzata. Partecipò al Mondiale del 1966 in Inghilterra, quello della famosa eliminazione dell’Italia contro la Corea del Nord. Mazzola giocò tutte e tre le partite del girone e segnò contro il Cile.
Il momento più importante arrivò però nel 1968. L’Italia ospitò e vinse il Campionato Europeo, conquistando il primo Europeo della propria storia. Mazzola fu uno dei protagonisti della squadra allenata da Ferruccio Valcareggi e giocò anche contro la Jugoslavia nella finale.
Due anni dopo arrivò il Mondiale di Messico 1970, probabilmente l’episodio più famoso della carriera di Mazzola in Nazionale. L’Italia aveva due grandissimi giocatori offensivi: Sandro Mazzola dell’Inter e Gianni Rivera del Milan. Il commissario tecnico Valcareggi riteneva difficile utilizzarli contemporaneamente e adottò la celebre “staffetta Mazzola-Rivera”: generalmente Mazzola iniziava la partita e Rivera entrava nel secondo tempo.
La questione diventò ancora più famosa durante Italia-Germania Ovest 4-3, la semifinale del Mondiale passata alla storia come la “Partita del secolo”. L’Italia vinse dopo i tempi supplementari e raggiunse la finale contro il Brasile. In finale, però, Valcareggi fece giocare Mazzola per tutta la partita. Rivera entrò solamente all’84º minuto, al posto di Roberto Boninsegna. Il Brasile di Pelé vinse 4-1, e l’Italia concluse il Mondiale al secondo posto.
Mazzola continuò a vestire la maglia azzurra fino al Mondiale del 1974. La sua ultima presenza arrivò il 23 giugno, nella sconfitta per 2-1 contro la Polonia che accompagnò l’eliminazione italiana al primo turno. Il suo percorso azzurro fu notevole: 70 presenze, 22 gol, campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970.