Sandro Mazzola, il commosso ricordo dell’Inter: “Bandiera eterna”

Articolo di Nicola Lama

Il club nerazzurro è stato la casa di Mazzola per quasi settant'anni, prima da calciatore e poi da dirigente e memoria storica.

Con un lungo messaggio sui propri canali ufficiali, l’Inter ha voluto onorare la memoria di Sandro Mazzola, dopo che nella notte fra venerdì e sabato è arrivata la notizia della scomparsa della sua “bandiera eterna”, all’età di 83 anni. Mazzola, classe 1942, ha legato indissolubilmente il suo nome a quello dell’Inter, per cui ha giocato dalle giovanili fino alla fine della carriera, per poi diventare anche dirigente e memoria storica del club, trasversale ai vari cambi di proprietà.

“Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra – scrive il club -. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia”.

Inevitabile il riferimento al padre Valentino, scomparso nel tragico incidente a Superga: “Una sola maglia per tutta la vita, un solo sogno. Da costruire senza un papà, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino. Aveva sei anni, cinque mesi e 23 giorni, Alessandro, per tutti Sandro, Sandrino. Vedeva le facce distrutte della gente che lo abbracciava e gli passava le mani sulla testa e si domandava cosa stesse succedendo. Quello che fu Valentino, Sandro lo conobbe nell’epica tramandata giorno per giorno”.

“17 stagioni, 565 partite ufficiali, 158 gol. Un legame con l’Inter mai chiuso, con la carriera da dirigente e poi da direttore sportivo. Anche dietro alla scrivania, intuizioni uniche. Platini e Falcao, poi sfumati. Zenga, riportato a Milano dalla Sambenedettese. E, soprattutto, Ronaldo. Il Fenomeno, arrivato dopo il pressing di Moratti e Mazzola, appunto. Quando R9 fu presentato nella sede nerazzurra, accanto aveva Luis Suarez e Sandro Mazzola”.

“Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo” ha poi concluso la Beneamata, che Mazzola ha rappresentato fino all’ultimo venendo appressato anche dai più grandi rivali, a iniziare dal Milan e dal capitano storico Gianni Rivera, che gli contese il posto in Nazionale in un dualismo divenuto leggenda negli anni Settanta.

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