Inter-Juve, l’imbarazzo del campione: “Le partite si rovinano in questo modo”

Articolo di Aldo Seghedoni

Sconcerto per Il secondo cartellino giallo sventolato in faccia a Pierre Kalulu dall’arbitro, Federico La Penna, di Roma.

Il secondo cartellino giallo sventolato in faccia a Pierre Kalulu dall’arbitro di Inter-Juventus, Federico La Penna di Roma, ha messo in difficoltà anche Francesco Repice, il radiocronista che con Fulvio Collovati come seconda voce ha commentato la sfida dello stadio Meazza tra nerazzurri e bianconeri per Radio Rai.

Repice, un po’ come tutti, si è reso conto che il provvedimento della giacchetta nera era del tutto sbagliato. Il francese, che era già stato ammonito in precedenza, è stato ammonito di nuovo per un fallo non commesso: non c’è stato contatto tra il suo piede e quello di Bastoni, che si è tuffato a terra, tra l’altro rischiando un secondo cartellino giallo per simulazione.

“Ammetto la mia ignoranza ma non so cosa possa succedere adesso” ha detto con sincerità il bravissimo radiocronista. “Per me vale lo stesso” gli ha fatto eco il campione del mondo del 1982. In realtà il Var non è intervenuto per fare cambiare idea a La Penna semplicemente perché non è previsto il suo utilizzo in caso di ammonizione.

“Mossa intelligentissima togliere Bastoni all’intervallo: era già ammonito” ha detto Repice quando è cominciato il secondo tempo. “Tutto è abbastanza sconcertante, ci atteniamo a quello che è il regolamento: questa espulsione, però, farà parlare di sé molto a lungo” ha aggiunto.  “Le partite si rovinano in questo modo” ha rincarato la dose Collovati, francamente imbarazzato per quanto visto su un campo sui cui è stato protagonista per anni e anni..

Queste, invece, le parole del moviolista di DAZN, l’ex arbitro Luca Marelli: “Gravissimo errore di La Penna, sul quale non c’è più nulla da fare perché il VAR non può intervenire sulle seconde ammonizioni. Non c’è stato contatto fra Kalulu e Bastoni”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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