Gigi Cagni demolisce di nuovo Lele Adani: “Inascoltabile, lo hanno massacrato”

Articolo di Martino Davidi

"Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni" spiega il navigato allenatore bresciano.

Gigi Cagni vs Lele Adani, non è finita. Il nuovo atto sulle pagine di “Repubblica”. “È inascoltabile, un guru di quelli che pensano di aver inventato il calcio, ormai prigioniero del proprio personaggio. Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni, e sui social lo hanno massacrato tutti. Secondo me la Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso” dice il navigato allenatore bresciano.

“Questi cosiddetti talent televisivi, che poi anche certi termini inglesi ve li raccomando, di calcio sanno poco e capiscono ancora meno – aggiunge -. Molti di loro non conoscono la storia, non hanno mai visto giocare l’Ajax del ’67, non dico quello del ’72, neppure il Torino di Radice, la Ternana di Viciani o il Varese di Fascetti, memorabili esempi di pressing e fuorigioco”.

“In tv parlano presunti scienziati per tentare di renderlo più attrattivo, così vogliono gli sponsor e tutti urlano, tutti parlano inglese, poi non andiamo ai Mondiali da una vita e un motivo ci sarà. Colpa di Adani? Colpa di una generazione di calciatori senza personalità, sono figli e nipoti fragili. Guardate gli occhi da belva di Beppe Bergomi nell’82, prima di sostituire Collovati contro il Brasile: aveva 18 anni e le pupille iniettate di sangue. E poi guardate gli azzurri in lacrime sul campo in Bosnia, osservate come si disperano con le mani tra i capelli”.

“Il mio allenatore delle giovanili di Brescia ci diceva: non vi venga mai in mente di fare scene dopo aver segnato un gol o dopo averlo preso, abbiate rispetto” la chiosa dell’ex Piacenza e Parma tra le altre.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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